Campo rom a Ostia, il progetto non salta: stop di soli 90 giorni e pressing sul Campidoglio

Roma, l'area su cui dovrebbe sorgere il nuovo parcheggio più area camper, foto Google Maps

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Il progetto del cosiddetto Villaggio della Solidarietà sul lungomare di Ostia non è stato cancellato. Ma è entrato ufficialmente in una fase di congelamento politico di 90 giorni che durerà fino al prossimo 4 giugno. Difatti il Consiglio del Municipio X ha approvato una delibera che tiene aperta la strada al trasferimento delle roulotte attualmente presenti in piazzale Mediterraneo sul lungomare Amerigo Vespucci, ma l’ha riscritta con un passaggio chiave. Prima dovrà essere verificato se il Campidoglio riuscirà (entro 90 giorni) a trovare una soluzione abitativa più adeguata per le persone coinvolte. (Inseriamo il voto del consiglio municipale in formato scaricabile alla fine di questo articolo).

Cosa ha deciso davvero il Municipio

Il cuore della decisione è semplice. Il Consiglio del Municipio X ha individuato l’area del lungomare Amerigo Vespucci, all’altezza del civico 41, come spazio destinato a un parcheggio pubblico. Nello stesso punto è previsto anche uno studio di fattibilità per un’area attrezzata per la sosta camper, ossia proprio il cosiddetto Villaggio della Solidarietà.

Dentro questa cornice politica, la delibera municipale conferma il progetto, come pure il trasferimento delle roulotte oggi presenti a piazzale Mediterraneo relative a 12 famiglie. Il testo approvato dal Municipio riporta infatti che le roulotte “saranno trasferite nella nuova area”. Aggiunge però un limite preciso: il numero delle presenze dovrà restare quello già censito, “senza alcuna possibilità di ampliamento”.

Il punto politico che cambia tutto

La vera novità non è tanto il parcheggio e nell’area camper. È il correttivo inserito in Aula. Durante il voto è stato approvato un emendamento che ha cambiato il senso politico della delibera. Il nuovo testo lega infatti il passaggio a un termine preciso: “Laddove entro 90 giorni dal voto del presente atto” l’Amministrazione Capitolina non abbia trovato una soluzione “Alloggiativa più adeguata e alternativa per le persone censite che oggi vivono negli alloggi di fortuna”.

È questo il punto che consente di dire che il progetto resta in piedi, ma viene solo congelato. Non c’è una marcia indietro totale, da parte del Municipio X. C’è un solo rinvio. E c’è soprattutto una pressione politica diretta sul Campidoglio. Una pressione che ha luogo dopo gli innumerevoli articoli di stampa pubblicati a fine febbraio che, sostanzialmente, contenevano la promessa della giunta Gualtieri di voler fermare tale progetto e spostare le famiglie in residence a spese dell’erario pubblico.

Il progetto che ha spaccato il centrosinistra

Attorno a questa vicenda si è aperta una nuova crepa politica evidente. Nelle ultime settimane, dentro il Pd e più in generale nel centrosinistra, erano già emerse feroci critiche contro questo progetto. Una parte dell’area progressista teme che il progetto non rappresenti un vero percorso di inclusione. Ma piuttosto il rischio di spostare il problema senza risolverlo davvero. Da qui le richieste di fermarsi, ripensare la delibera e trovare una soluzione più stabile e più dignitosa per le famiglie coinvolte.

La destra ha trasformato il caso in una battaglia simbolica

Sul fronte opposto, la destra ha alzato subito il livello dello scontro. La contestazione è stata dura. Per le opposizioni, l’idea di trasferire le roulotte sul lungomare rappresenta una scelta sbagliata nel merito e pesante dal punto di vista politico. La vicenda è stata subito inserita dentro una narrazione più ampia: quella del futuro di Ostia, del suo rilancio e dell’immagine del litorale. Da qui proteste, accuse e una battaglia che è andata ben oltre il contenuto formale della delibera.

Il Campidoglio ora è al centro della scena

Adesso la partita è tutta politica e istituzionale. Il Municipio X ha scelto di non chiudere la porta al progetto, ma ha anche chiamato in causa direttamente il Campidoglio, dopo le vaghe promesse della giunta Gualtieri a mezzo stampa. Il messaggio è chiaro: prima di procedere davvero, Roma deve dimostrare di avere in mano una soluzione alternativa seria, concreta,reale, sostenibile nel medio-lungo termine. La delibera, così com’è stata approvata, suona quasi come un ultimatum politico. Tre mesi per capire se l’emergenza può lasciare spazio a una risposta più strutturata. Tre mesi, tra l’altro, che scadranno in coincidenza dell’avvio della prossima stagione balneare su cui già incombono tanti altri problemi.