Caro affitti Roma, stangata da quasi +37% dal 2019: la Capitale ‘espelle’ giovani e lavoratori

Affitti Roma, foto generata con IA

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Roma è sempre più cara. E il caro affitti non è più una percezione da studenti fuori sede o giovani coppie in cerca di un bilocale: è una frattura sociale. Dal 2019 a oggi il canone medio per un appartamento da 70 metri quadrati è passato da 980 a 1.340 euro al mese. Un salto di circa il 37%, mentre gli stipendi sono cresciuti molto meno.

Oltre metà stipendio se ne va

Il dato più duro è quello che racconta la vita quotidiana: per pagare l’affitto, un lavoratore romano deve destinare in media oltre metà dello stipendio netto. Significa che prima ancora di bollette, spesa, trasporti, scuola, salute e figli, la casa ha già mangiato la parte più pesante del reddito. Roma rischia così di diventare una città per chi può permettersela, non per chi la vive.

Il Campidoglio rincorre

La Giunta Gualtieri ha parlato di diritto all’abitare, piano casa, nuovi strumenti pubblici, Agenzia per l’abitare, canoni sostenibili e politiche strutturali. Tutto giusto sulla carta. Ma la realtà corre più veloce degli annunci. Gli affitti salgono, l’offerta accessibile resta insufficiente e chi lavora nella Capitale spesso non riesce più a viverci. La politica arriva sempre dopo l’emergenza, mai prima.

Giovani e famiglie spinti fuori

Il caro affitti non colpisce solo chi cerca casa in centro. Il problema si è allargato: studenti, dipendenti, autonomi, famiglie monoreddito e nuovi nuclei familiari sono costretti a spostarsi sempre più lontano. Il risultato è una città più diseguale, più stanca, più pendolare. Roma chiede ai lavoratori di esserci ogni giorno, ma spesso non offre loro le condizioni minime per restare.

Il fallimento da non nascondere

Il punto politico è semplice: non basta dichiarare che la casa è un diritto. Bisogna renderla accessibile. Se in pochi anni gli affitti aumentano di quasi il 37% e gli stipendi restano indietro, la linea del Campidoglio non può essere considerata efficace. Roma ha bisogno di più case a canone sostenibile, più controlli sul mercato, più patrimonio pubblico recuperato e meno propaganda. Perché una Capitale che espelle i suoi abitanti non è una città moderna: è una città che sta perdendo se stessa.