Case comunali, esplode la rabbia degli inquilini di via Giolitti
Esplode la rabbia degli inquilini delle case comunali di via Giolitti. Che abitano qui da quasi 60 anni, ma che ultimamente temono di perdere l’alloggio. Infatti l’amministrazione ha dapprima messo a gara sul libero mercato i canoni di locazione. Garantendo a chi già abitava queste case solo il diritto di prelazione. Peccato però che contestualmente siano arrivate richieste di arretrati anche superiori ai 20 mila euro. Per presunte morosità vecchie di decenni. E con l’onore a carico dell’’affittuario di dimostrare il contrario. Trovando i relativi bollettini pagati. Un’impresa spesso difficile, mentre i debiti per molti si sono trasformati in vere e proprie cartelle esattoriali. Successivamente, la delibera di cessione degli affitti è stata sospesa. Ma le preoccupazioni rimangono. Perché i soldi da pagare sono tanti, a fronte di manutenzioni carenti e di un sostanziale abbandono dei caseggiati.
Così Asia USB e altre associazioni rappresentative dell’inquilinato hanno protestato, srotolando uno striscione davanti alle palazzine. Nel quale si leggeva, il Comune caccia gli inquilini per fare posto ai B&B. Perché risulterebbe anche che nell’ultimo periodo gli appartamenti vuoti siano stati adibiti prevalentemente proprio a queste attività commerciali. Mentre lo scopo sociale doveva essere un altro. Ovvero far fronte all’emergenza alloggiativa.
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Le case per la povera gente diventano B&B
“L’amministrazione sta facendo di tutto per costringere le famiglie a lasciare gli appartamenti in cui vivono da decenni. Prima la delibera con la quale, senza nessuna base legislativa, sono stati messi all’asta gli affitti, oggi in parte bloccata. Poi decine di richieste di morosità arretrata che sono diventate vere e proprie cartelle esattoriali. Con evidenti errori di calcolo e senza che gli uffici preposti abbiano fornito agli inquilini i tabulati per riscontrare il debito”.
Il tutto nel quadro di una città, ha dichiarato a Roma Today Fabio Catalano di Asia Usb, “dove, mentre da anni si assiste allo svuotamento dei centri storici e al fiorire di B&B all’insegna del turismo selvaggio, i ceti popolari sono spinti sempre più in quartieri periferici e senza servizi. E l’emergenza abitativa cronica conta oltre 13mila famiglie in graduatoria”.
La storia di Antonella
Tra gli inquilini c’è anche Antonella. “Mia madre vive in un appartamento di via Giolitti dal 1960, sempre con contratto regolare. Quando le case sono state messe in vendita, mia madre ha passato a me e mia sorella il diritto di prelazione. Abbiamo aderito e la società che gestiva le case del comune ci chiese 25mila euro di arretrati”, racconta la donna. “Siccome non siamo riuscite a dimostrare di aver pagato quei bollettini, perché risalivano a molti anni prima, abbiamo versato la metà di quanto richiesto. Mentre l’altra metà la sto ancora pagando a rate con i bollettini mensili. Non solo. Abbiamo anche versato 25 mila euro di anticipo, poi la cartolarizzazione è stata bloccata. La vendita non è più avvenuta e l’anticipo non mi è stato restituito”.
L’appartamento di Antonella rientra tra quelli che verranno messi all’asta. “Il nostro contratto non è stato rinnovato – ha concluso la signora. Non solo. Nei mesi scorsi mi è arrivata una nuova richiesta di arretrati da 15 mila euro, che è già diventata una cartella esattoriale. Noi inquilini delle case del Comune siamo perseguitati. Dobbiamo continuamente dimostrare che viviamo in queste case regolarmente”. E chi non ci riesce, rischia da un momento all’altro di ritrovarsi per strada.
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