Case popolari a via Giolitti, avvisi di 20 mila euro agli inquilini. Ma il sindacato si oppone

Foto Roma Today. Stanno arrivando gli avvisi per i (presunti) mancati o parziali pagamenti dei canoni di affitto per gli inquilini delle case popolari di via Giolitti. A un passo dalla Stazione Termini, in una zona che in teoria sarebbe centralissima e prestigiosa. Ma che da anni è abbandonata al più assoluto degrado. La gente qui abita da molto tempo, i più anziani dalla metà degli anni ‘50. E la maggior parte ha sempre pagato l’affitto, anche se con i canoni sociali previsti dalle normative vigenti. Diciamo dai 130 a poco più di 200 euro mensili, al cambio corrente. Sicuramente fuori dai valori di mercato della zona. Ma non è certo colpa di chi vive qui, perché questi appartamenti sono dedicati proprio all’emergenza casa. E a garantire un tetto ai cittadini più in difficoltà. Canoni sociali quindi, almeno fino al 2017. Quando il Comune ha cambiato idea, scegliendo di applicare i valori di mercato. Con affitti che improvvisamente sono schizzati ad oltre 1000 euro al mese. Il provvedimento è stato prontamente impugnato dal sindacato USB Asia, e sospeso dal TAR del Lazio. Ma adesso è direttamente Aequa Roma che torna alla carica. Chiedendo gli arretrati per chi non abbia pagato regolarmente il dovuto alle casse comunali. Giusto in teoria. Ma sempre secondo il sindacato, ci sarebbero molti errori nei conteggi. E diverse famiglie non sarebbero comunque in grado di adempiere. Rischiando di finire in mezzo a una strada.

Inimmaginabile Stazione Termini: è indegna di un Paese civile (video)

Via Giolitti, il sindacato degli inquilini sul piede di guerra

Quelle cifre, anche oltre i 20 mila euro, gli affittuari  delle case popolari di via Giolitti non le possono pagare. E i conteggi conterrebbero numerosi errori. In più, qualunque tentativo di contattare direttamente Aequa Roma per avere maggiori chiarimenti, sarebbe andato a vuoto. Questa la denuncia del sindacato degli inquilini USB Asia. “Gli inquilini che si recano presso gli uffici di Aequa Roma a viale Ostiense non riescono a ottenere i tabulati del debito per constatarne la veridicità. Questa pratica ci è già nota e l’abbiamo denunciata diverse volte, fino all’ultima iniziativa presso le sedi di Aequa Roma stessa lo scorso anno”. Così il sindacalista Angelo Fascetti, che prosegue in una dichiarazione ripresa da Roma Today.  Il sindacato, fa sapere ancora Fascetti, “ha richiesto per i propri assistiti, attraverso istanza formale, copia dei tabulati. Onde  constatare la legittimità del debito e ottenerne un’eventuale revisione. Con l’impegno sottoscritto dagli inquilini di regolarizzare la propria situazione debitoria laddove si riscontrino affitti realmente non pagati”. E la richiesta è stata fatta scrivendo sia ad Aequa Roma che al Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative.

Nessuna manutenzione e arretrati da capogiro

Ed ecco alcune delle testimonianze più significative di quanto sta accadendo agli inquilini delle case popolari comunali di via Giolitti. Dichiarazioni riportate dal sito Roma Today, con nomi di fantasia per il rispetto della privacy.A Sonia (nome di fantasia) è arrivata una richiesta da 23 mila euro. “Ammetto che dopo che mio padre si è sentito male e nel contratto sono subentrata io, l’affitto non è stato pagato per un periodo. Ho avuto problemi economici, lavoravo come donna delle pulizie in un b&b e non riuscivo a coprire tutti i costi. Oggi, a causa del Covid, sono proprio disoccupata. Come faccio ad affrontare una richiesta di 23 mila euro? Ho 57 anni e sono nata in questa casa. Mio padre ci abita del 1962 e ha sempre pagato l’affitto che ammonta a circa 200 euro mensili”.

A Giuseppe, invece, chiedono 6mila euro. “Mi contestano morosità del 2002, 2003 e del 2010. Ma io ho sempre pagato, ogni mese. Si tratta di circa 300 euro. Una richiesta simile mi era già arrivata qualche anno fa dalla precedente società di gestione e io, bollettini alla mano, avevo dimostrato di aver pagato. Hanno già tutto agli atti. Ora mi arriva una nuova richiesta”. Poi conclude: “Senza considerare che da quando abito qui, dall’89, non è mai stato effettuato alcun lavoro di manutenzione e lo stabile è fatiscente”. Così gli inquilini, e vedremo se l’amministrazione continuerà dritta per la sua strada o si metterà una mano sulla coscienza.

https://www.romatoday.it/politica/case-comune-termini-lettere-morosita.html

 

Per approfondire