Centro di Roma, stretta su B&B e Case Vacanza, porte spalancate ai maxi Hotel: Federalberghi ‘rilancia’
Federalberghi Roma “convoca” – politicamente parlando – la Giunta Gualtieri sul nuovo Piano regolatore: non perché sia documentato un invito formale al sindaco o ai suoi assessori, ma perché oggi, 15 settembre, alle 15 l’associazione riunisce il settore alberghiero per discutere proprio la variante alle Norme Tecniche di Attuazione voluta dal Campidoglio con le regole modificate appena due mesi fa. La circolare pubblica conferma data, orario e oggetto dell’incontro, ma non rende noto l’elenco dei partecipanti. È confermata, però, la presenza dell’assessore all’Urbanistica della Giunta Gualtieri, Veloccia.

Cade il vecchio muro dei 60 posti
Gli albergatori arrivano però all’appuntamento dopo aver già incassato una modifica pesante. Roma ha eliminato dalle NTA le norme che limitavano a 60 posti letto gli hotel in alcune parti della Città storica. È lo stesso a rivendicarlo, insieme alla semplificazione dei cambi di destinazione d’uso. La variante è stata approvata definitivamente con la DAC 122/2026 ed è efficace dalla fine di luglio.
Più spazio anche alle conversioni
La riforma va oltre il numero dei posti letto. Il Campidoglio ha spiegato che nella Città storica viene favorita, a determinate condizioni, la trasformazione in albergo di immobili già occupati in larga parte da affittacamere o case vacanza. Tradotto: meno ostacoli per convertire strutture frammentate in hotel veri e propri e più possibilità di investimento nel cuore turistico della Capitale.
Gli albergatori chiedevano già più flessibilità
La domanda allora è inevitabile: basta? Non possiamo attribuire oggi a Federalberghi un giudizio negativo sulla variante, perché il convegno deve ancora svolgersi. Ma il precedente esiste. Nel 2023 Federalberghi Roma aderì, insieme ad ANCE-Acer, Assoimmobiliare, Confcommercio e altre sigle, a un fronte che chiedeva norme più certe, procedure più semplici e meno discrezionalità, puntando su un Piano più moderno e flessibile.
Meno burocrazia per chi investe
Anche l’Ordine degli Architetti ricostruì quel confronto indicando Federalberghi tra i rappresentanti del mondo imprenditoriale favorevoli a procedure più snelle e minori sovrapposizioni tra gli enti chiamati ad autorizzare gli interventi. Non significa che l’associazione abbia chiesto ogni singola liberalizzazione approvata dal Campidoglio, né che abbia sollecitato espressamente l’abolizione del tetto dei 60 posti. Ma la direzione richiesta dal settore era chiara.
Il mattone ha continuato a spingere
Nel 2025 anche Confindustria Assoimmobiliare ha presentato osservazioni formali chiedendo ulteriori semplificazioni su cambi d’uso, Carta per la Qualità, parcheggi e procedure immobiliari. Alcune richieste sono entrate nel testo definitivo, altre no. Non sono osservazioni attribuibili a Federalberghi, ma mostrano quanto forte fosse la pressione del mondo immobiliare per avere regole più flessibili.
Hotel più liberi, B&B più controllati
Il contrasto politico emerge guardando all’altra metà della riforma. Mentre cade il vecchio limite per gli alberghi, le nuove NTA introducono strumenti per disciplinare e limitare B&B, affittacamere e case vacanza, con ulteriori restrizioni nel sito UNESCO. Il Campidoglio parla di tutela della residenzialità. Il risultato, però, è evidente: più spazio urbanistico all’alberghiero strutturato, maggiori argini per quello diffuso.
Oggi la parola passa agli albergatori
Ed è qui che il convegno di oggi diventa politicamente interessante. Dopo anni di richieste di semplificazione, il Campidoglio ha cancellato uno dei vecchi ostacoli più evidenti alla crescita degli hotel nel centro di Roma, aprendo anche a trasformazioni più semplici del patrimonio esistente.
Ora Federalberghi riunisce il settore per capire cosa cambia davvero.
La domanda resta quindi aperta: gli hotel hanno già ottenuto abbastanza oppure, mentre B&B e case vacanza vengono stretti in nuove regole, per i grandi alberghi la liberalizzazione è soltanto cominciata?