Cinghiali uccisi, la Brambilla contro il Comune. E spuntano striscioni e fiori

La triste fine della famigliola di sette cinghiali addormentati e poi uccisi con una iniezione letale all’interno dell’area giochi per bambini del parco Mario Moderni all’Aurelio suscita ancora emozione e sdegno. Perché è vero che gli animali selvatici non possono essere lasciati circolare in libertà. Ma è altrettanto indubitabile che tra l’abbattimento e soluzioni alternative meno traumatiche ci sarebbe stata la possibilità di una mediazione. Così adesso sulla recinzione del parco sono apparsi degli striscioni di stoffa, colorati dai bambini. In ricordo di quella mamma con la sua cucciolata. Tutti uccisi venerdì notte. E insieme alle scritte e ai disegni, anche tanti mazzi di fiori. Su questa triste vicenda sta dando battaglia anche la deputata Maria Vittoria Brambilla, animalista da sempre.

Mi ero offerta di trovare una soluzione, ha dichiarato la Brambilla al corriere.it. Appena saputo da alcuni miei attivisti della triste sorte che sarebbe toccata ai cinghiali ho chiamato il presidente Zingaretti. Che è stato disponibile e mi ha messo in contatto con l’assessore all’ambiente Enrica Onorati. Ho comunicato la mia volontà di ospitare gli animali in un’area protetta, tramite l’associazione che presiedo. E avevamo anche trovato le gabbie per il trasporto. A quel punto, alle 20.15 di venerdì sera abbiamo contattato il presidente della commissione capitolina ambiente Daniele Diaco. Che però ha posto subito dei problemi.

Raggi, anche la delegata agli animali abbandona. Su cinghiali e botticelle scelte sbagliate

Brambilla, per l’uccisione dei sette cinghiali al parco dell’Aurelio il presidente di commissione Daniele Diaco ha la responsabilità politica e morale

La deputata Maria Vittoria Brambilla ne è sicura. La responsabilità morale, amministrativa e politica per la morte della famigliola dei sette cinghiali uccisi nel pacchetto dell’Aurelio è del presidente della commissione ambiente del Campidoglio Daniele Diaco. Lui poteva fermare tutto, ha dichiarato la Brambilla al Corriere. E avrei preso io in cura i cinghiali. Ma dopo la prima telefonata nella quale era apparso disponibile, qualcosa è cambiato. Sono iniziati i problemi, il dirigente non si trovava. E sul posto intanto era giunta la Polizia provinciale. Con le guardie zoofile. Pensando al peggio, ho richiamato Diaco, che ha preso ancora tempo. E finalmente sono riuscita a parlare con il dirigente preposto, Marcello Visca. Che invece di prendere atto della situazione mi ha rovesciato addosso insulti sessisti. E poi è accaduta la cosa più grave, prosegue la Brambilla. Perché lo stesso Visca avrebbe invitato gli animalisti presenti a farsi da parte. Con una frase orribile, se fosse provata. Spostatevi, perché adesso mi voglio godere lo spettacolo.

Un dirigente capitolino avrebbe insultato al telefono la deputata. E poi agli attivisti, spostatevi ora mi godo lo spettacolo

Ora mi godo lo spettacolo. Sarebbero state queste le parole pronunciate dal dirigente del Campidoglio prima dell’uccisione dei sette cinghiali effettuata dalle guardie zoofile della Polizia provinciale. In esecuzione di una determinazione dirigenziale che proprio all’ultimo poteva essere cambiata. Vista la volontà della Brambilla e della sua associazione di prendersi in carico gli animali. Ma purtroppo il lieto fine non c’è stato. E adesso anche la Raggi si è scusata con la deputata per gli insulti sessisti subiti. In merito alle procedure adottate invece forse sarà aperta una indagine interna al Comune. Ma rimane l’amarezza perché si ha l’impressione che con un po’ di coraggio in più e con decisioni più veloci, questa inutile mattanza si sarebbe potuta facilmente evitare.

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_ottobre_19/cinghiali-uccisi-roma-l-accusa-michela-vittoria-brambilla-daniele-diaco-responsabile-politico-morale-7fbf5f12-118d-11eb-99ad-021205b8ee1e.shtml

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