Claudia Pandolfi e Alessandro Gassmann a Roma per la serie Sky “Il Sospetto”: ecco dove e quando


Roma entra nel mondo de Il Sospetto, con il set della mini serie Sky: il set autorizzato riguarda via Giano Parrasio, tra i civici 13 e 9/A, nel quartiere Monteverde, con occupazione di suolo pubblico per il posizionamento del set e di un mezzo tecnico di supporto. Nello stesso giorno la Polizia Locale ha previsto anche una disciplina temporanea del traffico con divieto di sosta e rimozione su entrambi i lati del tratto interessato, lasciando spazio solo ai mezzi della produzione.

Cast e storia della serie Sky con Pandolfi e Gassmann a Roma

Sul fronte creativo, il progetto porta una firma riconoscibile. La regia è di Mauro Mancini. Le riprese della serie vanno dal 20 aprile al 20 giugno 2026 per nove settimane. Nelle fonti pubbliche di settore compare sicuramente Claudia Pandolfi, mentre le anticipazioni di stampa aggiungono anche Alessandro Gassmann tra i volti principali.

La storia, invece, si muove lontano da Roma ma parla un linguaggio che può trovare nella Capitale scorci perfetti. Siamo a Viareggio, nel pieno dei preparativi del Carnevale. Un omicidio scuote la città. Al centro c’è Maria, una ragazza di diciassette anni, timida e con problemi d’udito, che trova un oggetto della vittima nel capanno del padre e comincia a sospettare proprio dell’uomo di cui si fida di più. Attorno a lei si stringe un impianto da thriller familiare e investigativo. Claudia Pandolfi, secondo le anticipazioni, interpreta la madre, una commissaria di polizia divisa tra il lavoro e una paura molto più privata. È plausibile che il passaggio romano serva a dare alla serie un tono più urbano e nervoso, affiancando alla dimensione del racconto viareggino un volto diverso, più ruvido e metropolitano.

A Monteverde arriva il set Sky

Per Monteverde, intanto, la notizia resta semplice e concreta. Il Sospetto ha già acceso una luce su via Giano Parrasio. E quando una produzione importante arriva in una strada che solo da poco è tornata davvero a vivere, il cinema finisce per raccontare anche qualcosa di più grande del set: il modo in cui una città cambia, si rimette in piedi e torna a farsi guardare.