Contagiò con l’Hiv 32 donne: confermata la condanna per Valentino Talluto

valentino talluto

Nel processo di appello-bis a Valentino Talluto, l’uomo accusato di avere contagiato volontariamente con l’Hiv una trentina di ragazze a Roma, è stato confermata la condanna a 24 anni di carcere per lesioni gravissime così come stabilito nel processo di primo grado.

Tra le contagiate con l’Hiv anche alcune donne incinte

La sentenza, emessa ieri dai giudici della Corte d’Assise d’Appello, è arrivata dopo che la Cassazione, nell’ottobre del 2019, aveva confermato l’impianto accusatorio ma disposto un nuovo processo. Decisione legata a ricorsi presentati da alcune parti civili in relazione a quattro episodi per i quali era stato assolto.

La sentenza conferma l’impianto accusatorio

La sentenza conferma, pertanto, la decisione di primo grado arrivata nell’ottobre del 2017 riconoscendo la sua responsabilità anche per gli altri episodi. Talluto, secondo l’accusa, aveva infettato 32 persone, per la maggior parte si tratta di ragazze conosciute in chat per incontri e frequentate tacendo loro la sua sieropositività.

Chi è Valentino Talluto

Talluto sapeva di essere affetto da Hiv. Inoltre, dal marzo 2015 sapeva anche di essere indagato. Tuttavia, fino al giorno prima del suo arresto, avvenuto il 23 novembre del 2015, ha continuato ad avere rapporti non protetti. Ha quindi provocato «danni immensi» con «volontà pianificatrice», come aveva affermato il pg Simonetta Matone nel primo processo d’appello. La pubblica accusa, sia in primo che in secondo grado, aveva insistito per condannare Talluto per epidemia dolosa, accusa caduta già in fase cautelare. Quello all’ ‘untorè della Capitale è il primo processo del genere svoltosi in Italia. Centinaia i rapporti non protetti, chiesti dall’uomo alle partner con la scusa di provare più piacere, e alcune volte ha anche approfittato di ragazze giovanissime e inesperte. Anche di donne incinte.

Un bambino è venuto al mondo sieropositivo. Su 57 donne identificate per aver avuto rapporti sessuali con lui, 32 hanno contratto la malattia, mentre altre 25 si sono salvate grazie agli anticorpi.

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