Continua il braccio di ferro Lega-Forza Italia per la conquista dei vertici di Consob e Antitrust
Il Governo Meloni si prepara a un passaggio delicato: scegliere i nuovi vertici di Consob e Antitrust. Non si tratta solo di nomi tecnici, ma di caselle politiche pesanti. La Consob vigila sui mercati finanziari, l’Antitrust controlla concorrenza e correttezza delle imprese. Per questo la partita è diventata un braccio di ferro tra Lega e Forza Italia, con Giorgia Meloni chiamata a trovare una sintesi prima che lo scontro si trasformi in un problema per tutto il governo.
Il nodo Consob e il no di Tajani
Il punto più difficile resta la presidenza della Consob. La Lega spinge sul nome di Federico Freni, sottosegretario all’Economia e uomo del Carroccio. Ma Forza Italia, con Antonio Tajani, non ha finora dato il via libera. Il partito azzurro preferirebbe un profilo considerato più tecnico e meno legato direttamente alla politica, come l’attuale commissario Consob Federico Cornelli. Il confronto va avanti da giorni e arriva dopo tensioni già emerse nei mesi scorsi.
Antitrust, la scadenza che accelera tutto
A rendere urgente la scelta c’è anche il calendario. Il mandato di Roberto Rustichelli alla guida dell’Antitrust scade il 5 maggio 2026. Senza una nomina rapida, il collegio dell’Autorità resterebbe ridotto nei suoi equilibri interni, aprendo spazio alle critiche dell’opposizione. Sul tavolo circolano soprattutto i nomi di Guido Stazi, attuale segretario generale dell’Authority, e di Saverio Valentino, già componente del collegio. Restano citati anche Carlo Deodato e Gabriella Palmieri Sandulli.
Il crescendo delle tensioni
La sensazione, dentro la maggioranza, è che le due nomine siano ormai legate. La Lega non vuole rinunciare a Freni per Consob, Forza Italia non intende accettare una scelta percepita come imposta. Nei giorni scorsi il clima si è irrigidito anche su altri dossier politici ed economici, aumentando il peso dello scontro. Il rischio è che una nomina tecnica diventi il simbolo di una competizione più ampia tra Salvini e Tajani per contare di più nel governo.
Meloni punta a chiudere
La premier Meloni ha interesse a evitare che la vicenda si trascini ancora. La Consob è senza presidente dalla fine del mandato di Paolo Savona, l’Antitrust è vicina alla scadenza del vertice. Martedì potrebbe essere il giorno decisivo per sciogliere il nodo in Consiglio dei ministri, anche se la soluzione dipenderà dall’accordo tra alleati. Il punto politico è semplice: chi ottiene Consob o Antitrust porta a casa una posizione di peso. Chi resta fuori, difficilmente lo farà senza chiedere compensazioni.