Contrordine compagni: Capannelle è solidale con gli immigrati

hotel capannelle

Come nelle vignette di Guareschi, ora lo Statuario Capannelle è solidale con le scelte scellerate della Regione Lazio. Che ultimamente e di nascosto ha trasferito decine di immigrati, positivi al coronavirus, in un hotel a 4 stelle del quartiere, suscitando la preoccupazione dei residenti. In realtà, a causa dell’assenza di comunicazione da parte delle autorità, non erano positivi ma “solo” in quarantena. Ora spunta fuori una raccolta di firme, ben 127, contro la posizione dei residenti e del comitati di quartiere, sostenendo che non li rappresentano. Non prendiamoci in giro: è chiaro che si tratta di un’operazione politica, rozza e grossolana, per difendere le azioni inconsulte della Regione Lazio. Lo Statuario ha oltre 300mila abitanti, e solo 127 hanno firmato quell’appello.

Capannelle teme il centro di accoglienza

Secondo gli estensori di quella lettera, non si deve definire la Statuario come un quartiere respingente e non solidale, anzi, è orgoglioso di aiutare il governo nella lotta contro il Covid-19. Da non crederci. Le pagine facebook e i gruppi di Capannelle Statuario contano migliaia di iscritti, e sono tutti giustamente preoccupati per la presenza di questi immigrati e anche per il metodo poco trasparente con cui sono stati deportati nel quartiere. E’ chiaro che rimarranno per lungo tempo, come è altrettanto chiaro che l’ospitalità la paga la comunità. Chiarissimo poi è, secondo numerose testimonianze, che questi immigrati non vogliono limitazioni alla loro libertà e che se ne vanno a passeggio la sera e il giorno.

La Regione Lazio deporta gli immigrati nelle periferie

Non è questione solo di Statuario, ma anche di Collatino, Casilina, la Romanina: ovunque ci sia un centro di accoglienza la popolazione è preoccupata. E’ un sistema di gestire l’invasione di clandestini non invitati che giungono in Italia illegalmente, che non va. Pensate ai soldi che girano intorno a questo gigantesco business: guadagnano gli scafisti, guadagnano le strutture ricettive, guadagnano coloro che hanno l’appalto dei centri di accoglienza, guadagna chi fornisce i pasti e il resto, guadagna che vende i dispositivi subito regalati agli immigrati che arrivano. Guadagnano poi i fornitori di carburante per le navi ong e per i droni ong… Comunque l’operazione di far passare i residenti per razzisti e intolleranti è miseramente fallita. Semplicemente non vogliono che il loro quartiere venga rovinato dagli affari che ruotano intorno al business degli immigrati. Che andrebbero solo rimpatriati.

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