Coronavirus alle porte di Roma: dopo Spinaceto, c’è un caso a Pomezia

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Coronavirus, dopo il caso di Spinaceto, c’è un altro caso in provincia di Roma, a Pomezia. Si conferma che il virus è arrivato nella Capitale. Il padre di uno studente del locale liceo è risultato positivo al coronavirus. Ecco il comunicato del comune pontino. “Si comunica che è stato accertato un caso positivo al Coronavirus del padre di uno studente dell’istituto Pascal di Pomezia, attualmente ricoverato all’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma.

Sono in corso gli accertamenti sui familiari”. Lo ha riferito in una nota su Facebook il comune di Pomezia. Precisando che la chiusura del liceo è stata decisa “in via precauzionale”. “Si informa la cittadinanza che si sta predisponendo, in via precauzionale, la chiusura della scuola – prosegue la nota – Si raccomanda di evitare allarmismi. Seguiranno aggiornamenti”.

Coronavirus, chiude la scuola Pascal a Pomezia

Anche il liceo Pascal ha emesso una nota. “Si informa che, in via precauzionale, è stata predisposta dal Sindaco la chiusura del nostro Liceo. Gli studenti che oggi erano presenti a scuola sono ritornati al loro domicilio dopo formale autorizzazione dei genitori all’uscita. I docenti e il personale ATA non dovranno recarsi a scuola a partire dalla data odierna. Le autorità sanitarie hanno attivato tutte le cautele e le procedure previste, pertanto si raccomanda di evitare inutili allarmismi”, fa sapere l’istituto Pascal con una nota pubblicata sul sito internet del liceo.

Stiamo giungendo al “picco”?

Pomezia è un industrioso comune alle porte di Roma, che conta più di 60mila abitanti. Che diventano di più durante la settimana, perché molte persone del Lazio vi lavorano nelle locali industrie. Un contagio nella cittadina creerebbe enormi difficoltà logistiche. Sembrano questi i giorni del “picco” di contagi. Ne abbiamo 89mila accertati in tutto il mondo, pari a oltre tremila decessi. L’Italia si conferma terza in questa poco piacevole classifica. Sono 1577 i casi accertati e 41 i decessi.

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