Così lo Stato abbandona i ristoratori: “Dovrei riaprire con tre tavoli…”

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I ristoratori allo stremo. Non solo sono stati chiusi due mesi con le spese che corrono. Non solo, probabilmente la gente i primi tempi avrà paura ad andarci. Non solo devono sanificare e fare tutte le modifiche a spese loro. Ma adesso c’è anche la beffa. La incredibile storia accade a Roma, ed è stata raccontata in un servizio da Il Corriere della Città da cui abbiamo tratto anche la foto. Valerio è il titolare del ristorante “Il Peperoncino d’oro”, nel cuore della capitale. “Il governo italiano – dice – ha deciso di farci chiudere lasciandoci nell’abbandono più totale. Ho usato tutti i miei risparmi per affrontare l’emergenza ed ora mi ritrovo a non avere più soldi neanche per mangiare”.

Per i ristoratori si mette sempre peggio

Ma la situazione può essere anche peggiore, grazie al governo. Il ristorante di Valerio infatti è di 25 metri quadri, pari a 20 coperti. Ora con i distanziamenti previsti, riuscirebbe ad allestire solo tre tavoli. Le spese. spiega ancora Valerio a Il Corriere della Città, ammontano a diecimila euro al mese. “Questa ipotetica riapertura non è  altro che un lavarsi le mani da parte del governo italiano. Con 10 mila euro di spese fisse al mese tra affitto e bollette e solo 6 coperti è impossibile riuscire ad arrivare a fine mese. Neanche le bollette riuscirei a pagare…”.

Diecimila euro al mese di spese e sei coperti…

Insomma, la capacità di ospitare è meno di un terzo rispetto a prima, le spese corrono, e oltre a quelle che già c’erano, adesso si aggiungono pure quelle relativa ai menu usa e getta, ai tappeti all’ingresso per far pulire le scarpoe all’ingresso. Poi quelle per tutto il materiale che serve per le continue sanificazioni prescritte, e via dicendo. E questo Valerio dovrebbe farlo con tre tavoli e sei persone. Conclude: “in questi mesi ho già perso ventimila euro. In queste condizioni è impossibile farcela. Non credo che riaprirò…”.

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