Covid, 13 ragazzi bloccati a Malta. I genitori si lamentano, sono stati abbandonati


Tredici ragazzi tutti compresi tra i 17 e i 19 anni sono rimasti bloccati a Malta. Al termine di una settimana di vacanza, fatta per festeggiare il buon esito degli esami di maturità. Purtroppo però tre di loro sono risultati positivo al covid, ed è iniziato un vero e proprio incubo per tutta la comitiva. Doverosa una premessa, tutti i giovani tranne uno erano vaccinati. E l’infetto aveva già assunto anche la seconda dose. Forse però troppo poco tempo prima del viaggio, con il che si spiegherebbe il fatto che possa comunque aver contratto il virus. Inoltre, tutti avevano effettuato il tampone con esito negativo prima di imbarcarsi sul volo aereo per Malta. Quindi non si può davvero parlare di imprudenza. Ma adesso i genitori sono preoccupati. Perché i loro figli sono bloccati sull’isola. Continuano a stare negli alloggi della vacanza, ovviamente a spese delle famiglie. E non riescono a parlare con nessuno, né ad avere un vero medico che li assista. Tanto che il vicino di casa si sarebbe offerto per fare un po’ di spesa e procurarsi i tamponi per il test.

Variante Delta e Euro 2020, il covid rialza la testa

Almeno un ragazzo con il covid tra gli studenti romani in gita a Malta. E ora si teme un cluster

A raccontare quanto sta accadendo a Swieqi, località turistica nel nord-est di Malta, è Cristina Granieri, mamma di Elias. Uno dei ragazzi intrappolati nel pantano burocratico che si è venuto a creare nel giro di poche ore. “I ragazzi sono senza assistenza sanitaria. A oggi i positivi sono tre, tra cui una ragazza di 17 anni che ha sintomi conclamati e che la notte scorsa è svenuta – ha spiegato la signora preoccupata a Roma Today -. In tutto ciò vi è un’assenza totale da parte delle istituzioni maltesi e l’ambasciata italiana è in grande difficoltà. Perché ad oggi sarebbero 200 gli italiani in situazioni simili a Malta, in quarantena e bloccati”.

“Non vogliamo lamentarci della possibilità del contagio, sapevamo che il rischio c’era anche se i ragazzi hanno acquistato i biglietti in un un momento in cui le partenze non erano sconsigliate – ha continuato la mamma di Elias -. Siamo preoccupati però per la totale assenza di qualsiasi forma di autorità” Anche se per fortuna “emotivamente la situazione è sotto controllo. I ragazzi sono coscienziosi, hanno preso le redini della situazione in modo consapevole, ma ci sono limiti oggettivi – spiegano ancora i genitori -. Innanzitutto sono bloccati in un paese straniero e non possono uscire, in più non hanno assistenza di alcun genere. Non sappiamo poi quando è iniziata la quarantena, formalmente, e dunque quanto deve durare. Sarebbe logico fare un tampone molecolare a tutti per approfondire, e poi separarli e dare la possibilità a chi non è contagiato di fare la quarantena di 10 giorni e poi di rientrare”.

https://www.romatoday.it/attualita/coronavirus-ragazzi-romani-bloccati-malta.html