Cristina di Svezia, la regina che scelse Roma: domenica la sua storia diventa un gioco a Sant’Ivo
Domenica 27 settembre la storia di Cristina di Svezia diventa un’attività per famiglie all’Archivio di Stato di Roma, nel complesso di Sant’Ivo alla Sapienza. Dalle 16.30 alle 18.30 è in programma Un giorno con la regina, una proposta ludica aperta, secondo gli organizzatori, dai 4 ai 99 anni. Attorno a quell’appuntamento ci sono visite guidate alla mostra dedicata alla sovrana e un laboratorio sui libri d’artista: un modo per entrare nell’archivio anche senza essere esperti di documenti antichi.
La regina che arrivò a cavallo
Cristina entrò solennemente a Roma il 23 dicembre 1655, a cavallo. Qui visse fino alla morte, avvenuta nel 1689 a Palazzo Riario. La mostra Come sole fra le stelle ne ripercorre gli anni romani attraverso le carte conservate dall’Archivio di Stato: relazioni, interessi culturali e vicende di una figura che lasciò un’impronta nella città. L’esposizione celebra i 400 anni dalla sua nascita ed è visitabile anche oltre questo fine settimana, fino al 3 novembre.
I documenti diventano un’esperienza
Domenica le visite guidate alla mostra sono previste dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 19. In mattinata, dalle 10.30 alle 12.30, Monica Giovinazzi e Gisella Persio conducono il laboratorio Non solo libri se pur fatti ad arte. Nel pomeriggio arriva l’attività per famiglie curata da Nunzia Fatone. Il programma affianca così la scoperta delle carte a un’occasione per creare e giocare: soprattutto per i più piccoli, può essere il primo incontro con un archivio.
Dove andare e come partecipare
L’appuntamento è al complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, in corso del Rinascimento 40. Le attività annunciate per le Giornate Europee del Patrimonio sono gratuite; per i laboratori è obbligatoria la prenotazione scrivendo a as-rm.didattica@cultura.gov.it. La mostra è aperta sia sabato 26 sia domenica 27 settembre: la domenica offre anche il laboratorio del mattino e l’attività pomeridiana per famiglie. Il finale più bello della visita è forse questo: uscire da Sant’Ivo ricordando Cristina come una persona, prima ancora che come un nome sui documenti.