Denunciati due rom e uno spacciatore: intascavano tutti (indebitamente) il reddito di cittadinanza
I Carabinieri della Stazione Roma Monte Mario hanno denunciato un 20enne domiciliato al campo nomadi di via Cesare Lombroso, dove sta già scontando gli arresti domiciliari per precedenti reati, e un 46enne romano, senza occupazione e già sottoposto a misura cautelare del divieto di avvicinamento a tutti i luoghi frequentati dalla persona offesa, per indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Le verifiche dei Carabinieri hanno permesso di accertare che i due, pur essendo sottoposti a misure cautelari, percepivano entrambi indebitamente il reddito di cittadinanza dall’anno scorso 2020 per 30.800 euro in totale.
I finanzieri scoprono il pusher col reddito di cittadinanza
Anche un trentenne romano è stato arrestato. Stavolta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Capitale che, durante una perquisizione nel suo appartamento al Prenestino, gli hanno trovato oltre 150 grammi di cocaina, nascoste in una cassaforte blindata, 3 bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi, oltre a 800 euro in contanti, presumibile provento dello smercio di droga. Già noto per droga, è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti.
Da accertamenti è emerso che il nucleo familiare del pusher beneficiava del reddito di cittadinanza così che è stata data comunicazione alla sede all’Inps competente per la decadenza dal diritto al sussidio.
Conte non fa “mea culpa” sul rdc
Sul provvedimento voluto dal M5s, Conte non fa “mea culpa”. Anzi, rilancia. “Le destre si sbracciano per colpire uno strumento di sostegno a lavoratori sottopagati, persone in povertà, minori, fragili, disabili. Ma strizzano l’occhio all’evasione fiscale da oltre 100 miliardi l’anno che noi abbiamo combattuto con programmi come il Cashback. Non esibiranno mai questo scalpo, si mettano l’anima in pace”. Così Giuseppe Conte, leader del M5S, intervistato dalla Repubblica. Evidentemente non legge i giornali. O, peggio, gli va bene che delinquenti e furbetti di ogni risma ricevano soldi pubblici.