Derby Roma-Lazio, caos sull’orario: la Prefettura sposta la partita ma la Lega Calcio prepara il ricorso

Olimpico di Roma

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Il derby Roma-Lazio si giocherà lunedì alle 20.45. La decisione è arrivata al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza convocato in Prefettura. Alla base dello spostamento c’è un nodo molto concreto: la concomitanza con la finale maschile degli Internazionali di tennis, prevista domenica al Foro Italico. Troppi eventi, troppe persone, troppi rischi nella stessa area della città.

Il nodo sicurezza attorno all’Olimpico

La Prefettura ha scelto di evitare che il pubblico del tennis si sommasse ai tifosi diretti allo stadio Olimpico. Per Roma-Lazio sono attesi circa 47mila tifosi romanisti già in possesso del biglietto e circa 700 sostenitori laziali sugli spalti. A complicare il quadro c’è anche la protesta degli ultras biancocelesti della Curva Nord, che potrebbero restare a Ponte Milvio senza entrare allo stadio, in contestazione contro la gestione del presidente Claudio Lotito.

Area blindata tra Ponte Milvio e Foro Italico

Il dispositivo di ordine pubblico sarà definito nel dettaglio in Questura. L’obiettivo è chiaro: separare le tifoserie ed evitare contatti nelle zone più delicate. Nel mirino ci sono piazza Mancini, ponte Duca d’Aosta, lungotevere Maresciallo Diaz e piazza Cardinal Consalvi. Il derby di sera non semplifica il lavoro delle forze dell’ordine, ma almeno evita la sovrapposizione con migliaia di spettatori diretti al tennis.

L’errore del calendario accende lo scontro

La scelta della Prefettura nasce da una programmazione considerata sbagliata a monte. La Lega Serie A aveva inserito il derby quasi in contemporanea con uno degli appuntamenti più importanti degli Internazionali. Una combinazione che a Roma, città già complessa sul fronte traffico e ordine pubblico, ha acceso subito le polemiche. La Lega, però, non accetta lo spostamento e annuncia battaglia nelle sedi opportune.

La Lega pronta al Tar

La Serie A chiede al prefetto Lamberto Giannini di revocare il rinvio della partita. In caso contrario, il ricorso al Tar diventa la strada annunciata. Così il derby non è più soltanto una questione sportiva o di sicurezza: diventa anche un caso politico e amministrativo. Il risultato è che tifosi, società e città restano appesi a una decisione che potrebbe cambiare ancora.

La politica entra nel derby

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha accolto positivamente lo spostamento, ringraziando il prefetto e criticando la pianificazione della Lega calcio. Durissimo anche Enzo Foschi, segretario del Pd Roma, che ha definito incomprensibile la scelta iniziale di collocare il derby nello stesso giorno della finale degli Internazionali. La sua frase, “viviamo in un Paese ridicolo”, fotografa il clima della giornata.

Onorato: derby di sera, ma senza paura

Sulla stessa linea anche l’assessore capitolino ai Grandi eventi, Alessandro Onorato, che già nei giorni scorsi aveva indicato il lunedì sera come soluzione più ragionevole. Per Onorato Roma non deve avere paura di ospitare un derby in notturna, ma chi va allo stadio per cercare scontri deve essere individuato e punito. Una posizione che sposta il tema dalla paura alla gestione dell’ordine pubblico.

Resta il problema dello sciopero

La nuova data porta però con sé un altro problema: lunedì è anche il giorno dello sciopero nazionale dei trasporti. La partita si giocherà quindi in una serata già complicata per la mobilità cittadina. Chi dovrà raggiungere l’Olimpico o semplicemente muoversi in città rischia di trovarsi davanti a disagi pesanti. Il derby è stato spostato per ragioni di sicurezza, ma Roma dovrà comunque fare i conti con una giornata difficile.