Roma, il TAR stoppa l’appalto per pulire stazioni della metro e treni Atac: “Costi del lavoro errati”

Roma, un treno Atac nella stazione della metro

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Roma, i giudici del TAR del Lazio hanno annullato l’appalto Atac per la pulizia di stazioni, treni della metro e siti della municipalizzata dei trasporti capitolina, relativo al Lotto 2. L’aggiudicazione era stata disposta con delibera del Consiglio di Amministrazione Atac n. 1 del 22 gennaio 2025, quando alla presidenza dell’azienda c’era Giovanni Mottura, a favore del raggruppamento T. S.-S. L. S. Dopo una prima sentenza del TAR, pubblicata il 30 luglio 2025, con cui i giudici avevano chiesto ad Atac ulteriori verifiche sulla congruità dell’offerta, la società aveva confermato l’aggiudicazione il 12 novembre 2025, sotto la presidenza di Alessandro Rivera. Ora, con una seconda sentenza (che pubblichiamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo), il Tribunale ha annullato l’appalto e disposto il subentro della seconda classificata, la società C.

Servizio garantito, procedura bocciata

La sentenza non ferma la pulizia delle stazioni e treni della metro Atac dall’oggi al domani. I passeggeri non dovrebbero subire scossoni. Ma il verdetto apre una nuova grana per Atac e, politicamente, per il Campidoglio. Il TAR ha bocciato la procedura di appalto perché, in particolare, i conti sul costo del lavoro non sono stati ritenuti chiari. In sostanza: il servizio resta, ma l’appalto di Atac e Campidoglio decade.

Il nodo della manodopera

Il punto decisivo riguarda alcune voci di manodopera e del lavoro che, secondo i giudici, sarebbero state recuperate dopo dentro categorie generiche, come le ‘spese generali’. Per il TAR non è un dettaglio. In una gara pubblica i costi del lavoro e dei lavoratori devono essere indicati subito, in modo separato e assolutamente trasparente. Atac, invece, ha confermato l’offerta anche dopo la nuova e seconda verifica richiesta dai giudici senza chiarire tali aspetti.

Atac condannata, Campidoglio esposto

La municipalizzata Atac e T. S. sono state condannate al pagamento delle spese di lite in favore della società C. quantificate in 4mila euro. Ma il peso della sentenza va oltre il dato economico. Atac è la società del trasporto pubblico romano e ogni errore su gare, controlli e appalti ricade inevitabilmente anche sul Campidoglio. La domanda politica resta semplice: chi ha vigilato sulla procedura?

Il precedente AMA sui cimiteri

La decisione arriva a poca distanza da un altro stop del TAR, questa volta su AMA, come da noi raccontato in un precedente articolo. Il Tribunale ha fermato un appalto, quello per ristrutturazioni e servizi in otto cimiteri capitolini, con al centro il tema delle paghe e del costo del lavoro. Due vicende diverse, ma un filo comune. Nelle partecipate romane il controllo sulle offerte e sulla tutela dei lavoratori diventa un terreno sempre più sensibile e scivoloso, specie per una amministrazione di centrosinistra che dovrebbe essere particolarmente sensibile a tali temi.

Appello depositato il 6 maggio

Tornando alla sentenza su Atac, la partita, però, non è chiusa. Il Comune di Roma e Atac – dagli atti che il nuovo 7 Colli ha potuto visionare- hanno presentato lo scorso 6 maggio un ricorso al Consiglio di Stato contro tale decisione. Sarà quindi il secondo grado a stabilire se lo stop del TAR verrà confermato o ribaltato. Intanto resta il dato politico: Atac è uscita sconfitta dal primo round e il Campidoglio si ritrova con un nuovo fronte politico aperto sulle sue partecipate e sul costo del lavoro trattato, evidentemente, con troppa superficialità.