Diesel, arriva la stangata? Ecco perché potrebbe costare come la benzina

Super tassa auto diesel, rispunta l’incubo per centinaia di migliaia di automobilisti. Anche e soprattutto a Roma. Al momento non c’è ancora nulla di ufficiale ma l’ipotesi di un rincaro dei prezzi per le vetture con motore diesel non è, purtroppo da escludere. Roberto Cingolani- Ministro della transazione ecologica- potrebbe infatti approvare nuove misure che porterebbero al taglio di quasi 20 miliardi nel giro di un decennio. Soldi che saranno tolti dagli incentivi ora presenti sui più inquinanti carburanti fossili.

Le conseguenze maggiori potrebbero essere avvertite principalmente dagli autotrasportatori, ma ancor prima potrebbe arrivare una correzione della tasse proprio sul gasolio. Che in questo modo, costerebbe quanto la benzina. Un’eventuale scelta in questa direzione, non rappresenterebbe in un certo senso una grande sorpresa. Per un governo che fino a questo momento ha posto sull’elettrico le maggiori agevolazioni sia per quello che riguarda l’aquisto di veicoli, sia per quello che riguarda gli investimenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Eliminando la riduzione della tassa sul diesel, lo stato da un lato incentiverebbe gli automobilisti ad abbandonare le auto con questo tipo di alimentazione. E, dall’altro, calerebbero anche le emissioni di utilizzo. Ma tanti automobilisti e trasportatori potrebbero ricevere una vera e propria stangata. Proprio quando tutti aspettiamo la ripresa post pandemia.

Caro carburanti, è corsa senza fine: quasi 400 euro l’anno. Il governo intervenga subito

La stangata sul diesel colpirebbe oltre 400 mila automobilisti romani

Secondo gli ultimi dati disponibili (che però risalgono al 2016), le autovetture e i mezzi commerciali a gasolio circolanti in città supererebbero le 400 mila unità. Un esercito di cittadini e piccoli imprenditori, che da un aumento del carburante subirebbero una vera e propria mazzata. Anche perché le stime parlano chiaro. Sempre con riferimento al 2016, oltre il 50% del parco circolante diesel in città sarebbe composto da veicoli da euro O ad euro 3. Certo, negli ultimi 5 anni la situazione in parte sarà migliorata. Ma rischiano di pagare pegno proprio le categorie più deboli. Quelli cioè che la macchina nuova davvero non se la possono permettere. O che (anche a causa della pandemia) non hanno la possibilità di acquistare un nuovo mezzo commerciale. Insomma, che il PNRR abbia al suo interno importanti incentivi per la mobilità elettrica va benissimo. Ma probabilmente prima di aumentare il gasolio, bisognerebbe pensare bene alle conseguenze. E chissà che tra le pieghe della finanziaria di fine anno, non rispunti una nuova rottamazione. Che consenta comunque alla maggioranza degli automobilisti di non mettersi le mani in tasca. Nel caso in cui davvero in città il loro vecchio mezzo non possa più circolare. Se non a costo di pagare un salasso ogni giorno.

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