Doccia al Verano. E il cimitero monumentale diventa un bidet

Doccia al Verano. Il degrado in cui è sprofondata la città di Roma sembra davvero non trovare più fine. Dopo i filmati di uomini nudi che si lavano a Largo Argentina in pieno centro città, questa volta tocca ad un altro dei posti simbolo della capitale. Tra l’altro in questo caso ci troviamo proprio all’ingresso di un luogo sacro, dove migliaia di cittadini romani si recano a trovare i loro cari defunti. Con un mazzo di fiori in mano. E magari la voglia di starsene  un poco in silenzio. Per rendere omaggio alla memoria di chi è stato nel nostro cuore lungo l’arco della vita terrena. Ma non c’è limite alla barbarie. Così Simone Carabella posta una foto sul suo profilo Facebook. Di alcune ‘signore’ che si fanno tranquillamente un bidet  alla fontanella all’ingresso del cimitero. Completamente nude, come se si trovassero nel bagno di casa loro. Assurdo, eppure ci stiamo quasi abituando a questo schifo. Come se dalla decrescita felice fossimo passati alla decadenza inevitabile. Nessuno si impegna per controllare il decoro urbano, le tante zone degradate di Roma. Che andrebbero messe in sicurezza. Basterebbe una pattuglia del Noe, qui come a Via Marsala. Ma la Raggi è impregnata contro CasaPound. Il resto va tutto bene, e la città sprofonda.
Ancora degrado a Roma. Uomo nudo si lava tranquillo a Largo Argentina (video)

La foto shock. Donne nude si fanno il bidet nella fontanella davanti al Verano. Abbiamo toccato il fondo

Stavolta davvero abbiamo toccato il fondo. La foto di due donne nude che si fanno il bidet alla fontanella davanti al cimitero monumentale del Verano è vergognosa. La pubblica Simone Carabella, ed è una denuncia che lascia senza parole. Ma possibile davvero che Roma sia ridotta così? E che tutte le istituzioni facciano finta di niente? Come le tre scimmiette, ha detto qualcuno. Non vedono, non sentono e non parlano. Eppure la mappa del disagio nella capitale è chiara. Nel censimento ufficiale del 2019 sono stati individuati oltre 300 micro accampamenti abusivi in città. Oltre ai sedici campi nomadi ufficiali. Quelli tollerati o autorizzati. E oltre il 70 per cento di questi assembramenti di gente allo sbando si trova proprio nel centro storico. E comunque dentro le Mura Aureliane. Sono persone che andrebbero tolte dalla strada, se fossimo in un Paese civile. E affidate ai servizi sociali. Se poi ai controlli risulta che hanno commesso qualche reato, dovrebbe scattare l’espulsione immediata. Invece si fa l’opposto. Il governo è impegnato a cancellare i decreti Salvini per far entrare chiunque. In piena emergenza covid, ma se riguarda l’immigrazione il problema del virus non c’è. E noi ci dobbiamo tenere la città di Roma come una grande baraccopoli a cielo aperto. Che vergogna.
Campi Rom fuori controllo, Fratelli d’Italia va dal Questore (video)

Basta degrado. La Raggi chieda subito la convocazione di un tavolo con Prefetto e Questore

Basta degrado nella città di Roma. Sinceramente non se ne può davvero più. Dopo l’ultimo episodio che ritirare due donne seminude che si lavano tranquille alla fontanella davanti al Verano è ora di dire stop. Non ci possiamo girare dall’altra parte, ne va dell’immagine di Roma nel mondo. E anche della sicurezza igienico sanitaria di tutti noi. Altrimenti hai voglia a mettersi la mascherina se si va a fare la spesa al supermercato. Almeno, non prendeteci in giro. E dobbiamo ricordarci che il sindaco non ha competenze sanitarie. Ma è responsabile della salute pubblica. Allora la Raggi dovrebbe chiedere subito la convocazione del Tavolo provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Che prevede la presenza congiunta del presidente della Regione, del Prefetto e del Questore. Oltre che dei Comandi competenti delle Forze Armate e di Polizia. Per chiedere di sgomberare tutti gli insediamenti abusivi e le centinaia di baraccopoli di Roma. Bisogna avere la volontà politica di farlo, però. E sinceramente ne dubitiamo. Nel qual caso si continuerà ad andare avanti così, tra sporcizia emarginazione e degrado. Povera Roma nostra.

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