Donna soccorsa in casa, agonizzante e piena di lividi: arrestato il convivente

arrestato compagno

Un uomo è stato arrestato dalla Polizia di Stato per maltrattamenti dopo che la sua compagna 41enne è andata in crisi respiratoria ed è morta, mostrando il corpo pieno di lividi e segni di violenze. I fatti risalgono al primo pomeriggio del 18 gennaio scorso, quando da un appartamento, al primo piano, in via Baccio Baldini tra Ostiense e Marconi, è giunta al numero unico di emergenza 112 una richiesta di soccorso, da parte di un uomo che chiedeva aiuto per la sua compagna, in crisi respiratoria.

Il personale medico intervenuto ne ha costatava il decesso e, poiché sul corpo della donna erano presenti diverse ecchimosi, ha allertato la Polizia di Stato, che ha inviava una volante per verificare la situazione. Dai primi riscontri è apparso evidente la necessità di approfondimenti immediati, pertanto sono intervenuti gli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile, specializzati nel contrasto ai reati di violenza di genere, gli operatori dell’XI Distretto di P.S. San Paolo e della Polizia Scientifica. Il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, intervenuto sul posto per la direzione delle indagini, ha disposto l’invio, su quella che appariva da subito come una scena del crimine, dei medici legali.

Sul corpo della donna di 41 anni lividi e segni di violenze

All’esito della prima analisi sul corpo esamine effettuata dai consulenti e in relazione alle informazioni acquisite tempestivamente dalla polizia giudiziaria sul contesto relazionale della vittima, l’uomo è stato tratto in arresto dai poliziotti, in flagranza, per il delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi. A suo carico sono emersi gravi indizi di reato in ordine a violenze fisiche e psicologiche agite e reiterate per mesi nei confronti della compagna, attraverso vessazioni, percosse e isolamento sociale.

I preliminari rilievi medico-legali hanno stabilito che alcuni dei lividi e delle lesioni sul corpo della donna erano state inflitte anche poco prima dell’arrivo dei sanitari. Il Gip del Tribunale di Roma, all’esito dell’udienza di convalida, ha confermato il provvedimento restrittivo e disposto la misura cautelare del carcere, come da richiesta del pm.

 

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