Emergenza alberi a Roma, Italia Nostra inchioda Gualtieri: “Basta annunci stampa, servono Trasparenza e tutela vera”
L’emergenza alberi a Roma diventa un nuovo caso politico perché Italia Nostra chiede al sindaco di Roma Roberto Gualtieri – in un comunicato stampa giunto in redazione – di trasformare il Piano Caldo da annuncio estivo a strategia verificabile, fondata sulla tutela vera degli alberi già esistenti, sulla trasparenza dei dati e su interventi coerenti. Dopo settimane di polemiche su tagli, cadute, manutenzioni e verde urbano, il Campidoglio si ritrova ancora sotto osservazione.
Il Piano Caldo e il nodo dei 50 milioni
Italia Nostra Roma prende atto della presentazione del Piano Caldo di Roma dei giorni scorsi, che prevede interventi su verde urbano, depavimentazione, acqua, ombreggiamento e rifugi climatici, con un investimento annunciato da 50 milioni di euro in cinque anni. Ma il punto è uno, secondo Italia Nostra: quei soldi non possono e non devono restare una cifra da conferenza stampa. Devono diventare cantieri, dati, responsabilità e controlli.
“Prima salvare gli alberi che ci sono”
Il cuore della posizione di Italia Nostra è netto: la prima infrastruttura climatica di Roma sono gli alberi adulti già presenti nel territorio capitolino. Non basta promettere nuove piantumazioni se intanto il patrimonio arboreo esistente viene lasciato a se stesso, abbandonato, malato, non curato o sacrificato. L’associazione parla di alberi, suolo permeabile, acqua pubblica e ombra come elementi essenziali per salute, qualità della vita e paesaggio urbano.
La stoccata agli annunci
Il messaggio al Campidoglio è chiaro: il Piano Caldo non può essere piegato alla logica dell’emergenza, della propaganda o della compensazione. In altre parole, non si può abbattere oggi e promettere di ripiantare domani come se nulla fosse. Roma, soprattutto nei quartieri più esposti al caldo e al cemento, ha bisogno di una politica del verde stabile, leggibile e controllabile.
Rifugi climatici, non bandierine sulla mappa
Italia Nostra accende un faro anche sui cosiddetti rifugi climatici. Non basta indicare un luogo su una mappa e definirlo sicuro. Un vero rifugio deve offrire ombra reale, acqua, accessibilità, sedute, cura degli spazi e fruibilità concreta. Altrimenti resta solo una formula buona per una slide, ma inutile per anziani, bambini, lavoratori e cittadini costretti a vivere la città bollente.
Depavimentare, ma senza nuovo cemento
Altro punto politico: la depavimentazione. Restituire suolo permeabile alla città è indispensabile, ma rischia di diventare una contraddizione se, mentre da una parte si promette di togliere asfalto, dall’altra continuano impermeabilizzazioni, consumo di suolo e trasformazioni urbanistiche poco coerenti con la tutela ambientale. Per Italia Nostra, il verde non può essere una toppa messa sopra scelte sbagliate.
La richiesta: dati pubblici e confronto vero
Da qui la richiesta finale: rendere il Piano Caldo integralmente pubblico, in modo trasparente, e verificabile. Italia Nostra chiede di conoscere interventi previsti, fondi disponibili, soggetti attuatori, criteri tecnici e sistemi di controllo sulla cura degli alberi messi a dimora. Tradotto politicamente: Gualtieri apra le carte. Perché Roma non ha bisogno di slogan verdi, ma di alberi vivi, suolo liberato dal cemento e una manutenzione finalmente all’altezza della Capitale.