Roma, il film “Citizen Vigilante” sbarca a Tor Bella Monaca: Giannini (Lega) rilancia il dibattito sulla sicurezza

La locandina del film

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Roma, il film “Citizen Vigilante” arriva a Tor Bella Monaca e Daniele Giannini, consigliere comunale della Lega, trasforma la proiezione del film più discusso del momento in un nuovo fronte politico sulla sicurezza, sulle periferie e sull’assenza delle istituzioni. L’appuntamento è per lunedì 13 luglio, alle ore 18, con dibattito e proiezione in una sala cinema del quartiere. L’evento avrà luogo presso la sala Cinema “Antonio Cerone” del VI Municipio Le Torri, in via Natale Balbiani, a Tor Bella Monaca
L’iniziativa vedrà la presenza, tra gli altri, di Massimiliano Zossolo, Matteo Brandi, Mr. Tuvs e Andrea La Fortuna.

L’invito di Giannini

Giannini lo ha rilanciato sui suoi canali social con un messaggio secco: “Ci vediamo lunedì 13 luglio, alle ore 18:00, a Tor Bella Monaca”. Poche parole, ma chiarissime. Non una semplice serata di cinema, bensì un appuntamento politico nel senso più concreto del termine: portare il dibattito dove la sicurezza non è uno slogan da salotto, ma una questione quotidiana. Tor Bella Monaca diventa così il luogo scelto per discutere di rabbia, paura, legalità e Stato.

Di cosa parla il film

Il film di Uwe Boll racconta la storia di un uomo che, davanti a un sistema giudiziario percepito come fallito, decide di farsi giustizia da solo, dando la caccia ai criminali e diventando una star dei social. Proprio questo impianto narrativo ha acceso lo scontro: da una parte chi lo considera una provocazione estrema sul vuoto lasciato dalle istituzioni, dall’altra chi lo accusa di alimentare una visione pericolosa e anti-migranti.

Il caso politico

“Citizen Vigilante” non è rimasto un film. È diventato un caso culturale internazionale, anche dopo le polemiche in Germania sulla distribuzione e dopo il rilancio online che ne ha amplificato la notorietà. In Italia, Welcome to Favelas ha scelto di portarlo gratuitamente a Roma, costruendo attorno alla proiezione un dibattito dal titolo già esplosivo: “Cittadinanza attiva o giustizia privata?”. Una domanda che, nelle periferie romane, suona meno teorica di quanto piaccia pensare nei palazzi.

La periferia come campo di battaglia

La scelta di Tor Bella Monaca non è casuale. È un quartiere simbolo, spesso raccontato solo per emergenze, cronaca e degrado, ma raramente ascoltato davvero. Giannini, che nelle ultime settimane ha battuto con forza sul tema sicurezza, si inserisce in questa faglia politica: la distanza tra la Roma amministrata dal centrosinistra e la Roma che vive ogni giorno tra palazzi popolari, trasporti fragili, spaccio, abbandono e paura. Qui il cinema diventa pretesto, ma il messaggio è politico.

Il punto vero

Il punto non è celebrare la giustizia privata. Il punto, per Giannini e per chi ha organizzato l’evento, è un altro: cosa accade quando i cittadini smettono di sentirsi protetti? È lì che la discussione diventa scomoda. Perché “Citizen Vigilante” può piacere o indignare, ma costringe a guardare una ferita aperta: quando lo Stato arretra, qualcuno riempie il vuoto. E nelle periferie romane quel vuoto pesa più di qualunque polemica da social.