Emergenza casa, 15 milioni per i SASSAT di Roma: Santori (Lega) attacca Gualtieri, “Nuovi ghetti e business dell’assistenza”


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Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, porta direttamente in Campidoglio il caso SASSAT (i Servizi di Assistenza e Sostegno Socio-Alloggiativo Temporaneo) e mette sotto pressione la Giunta Gualtieri sui costi dell’assistenza abitativa. Con un’interrogazione urgente, il consigliere chiede di conoscere quanto sia stato realmente speso, per quali immobili, a favore di quali soggetti e per ospitare quante famiglie.

Al centro della contestazione politica ci sono gli stanziamenti destinati al passaggio dai vecchi CAAT al nuovo Servizio di Assistenza e Sostegno Socio Alloggiativo Temporaneo.

Santori: “Cambiano le sigle, ma rischia di tornare il vecchio modello”

Santori concentra l’attacco proprio sul modello scelto per superare i vecchi centri. «Cambiano le sigle, da CAAT a SASSAT, ma rischia di tornare il vecchio modello dei residence», sostiene il capogruppo leghista, che parla di un sistema capace di concentrare nuovamente numerose famiglie negli stessi complessi.

Gli atti di Roma Capitale confermano che tre immobili erano già stati considerati idonei: via Tovaglieri 29, via Cristoforo Colombo 1500 Corpo B e via della Cerquetta 99.

La stessa determina stabiliva inoltre di innalzare da 40 a 50 il numero massimo di alloggi ammissibili all’interno di un singolo complesso immobiliare.

I 15 milioni al centro dell’interrogazione

È soprattutto il capitolo economico a dare peso all’iniziativa di Santori. Roma Capitale aveva impegnato 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, per un totale di 15 milioni nel triennio.

Dopo l’individuazione dei primi tre immobili, il Campidoglio ritenne sufficiente mantenere 1,5 milioni l’anno, quindi 4,5 milioni complessivi, per quella prima tranche. Parallelamente, altri 3,5 milioni per ciascuna annualità, complessivamente 10,5 milioni, furono destinati alla nuova ricerca di strutture.

Questo non significa che tutti questi importi siano già stati materialmente liquidati: si tratta di impegni e prenotazioni di spesa. Ed è proprio qui che Santori chiede alla Giunta Gualtieri di mettere sul tavolo i conti effettivi.

Via Colombo nel mirino della Lega

L’interrogazione si concentra in particolare sull’immobile di via Cristoforo Colombo 1500, Corpo B, indicato negli atti come appartenente a Soloverte Finance S.r.l.

Santori riferisce che, secondo segnalazioni provenienti dai residenti, sarebbero circa 60 gli appartamenti pronti ad accogliere altrettanti nuclei familiari. Il numero, però, non risulta certificato nella determina esaminata e resta quindi un dato riferito dal consigliere in attesa di chiarimenti ufficiali.

«Chi entrerà? Con quali criteri? Quanto costerà ogni appartamento ai romani?», domanda Santori.

Il nodo delle occupazioni abusive

Il capogruppo della Lega pone poi una questione politicamente ancora più delicata: se tra i nuclei destinati agli alloggi SASSAT possano esserci famiglie provenienti da occupazioni abusive.

Santori sostiene che «nessuna corsia preferenziale può essere concessa a chi occupa a discapito di chi rispetta le regole e attende nelle procedure ordinarie».

Gli atti esaminati, tuttavia, non dimostrano che sia prevista automaticamente una preferenza per nuclei provenienti da occupazioni: si tratta quindi di una domanda che il consigliere rivolge formalmente all’amministrazione.

Ora Santori chiede alla Giunta tutti i numeri

Il cuore dell’interrogazione è dunque sempre più netto: quanto è stato davvero speso dei 15 milioni programmati, quanti appartamenti sono entrati nel sistema, quali proprietari o gestori hanno ricevuto risorse e quante famiglie sono state effettivamente ospitate.

La determina del 2023 chiariva già che i tre immobili individuati non sarebbero stati sufficienti a completare il passaggio dai CAAT ai SASSAT e che sarebbe stato necessario continuare a cercare altre strutture.

Santori porta adesso quel dossier direttamente sul terreno politico. La contestazione della Lega è esplicita; la risposta attesa dalla Giunta Gualtieri, invece, dovrà passare soprattutto dai numeri.