Entra in casa di un uomo per rapinarlo e lo massacra di botte: 65enne in fin di vita

Carabinieri

Lo ha aggredito con una violenza tale da ridurlo in fin di vita, per poi sparire nel nulla. La caccia all’uomo è durata poche ore e si è conclusa nelle campagne di Sant’Angelo Romano, dove i Carabinieri hanno rintracciato e fermato un 33enne, gravemente indiziato di tentato omicidio e tentata rapina aggravata. La vittima, un 65enne, è stata trovata nella propria abitazione in condizioni disperate ed è stata trasportata d’urgenza al Policlinico Umberto I di Roma, dove è tuttora ricoverata in prognosi riservata.

A incastrare il presunto aggressore sono stati il lavoro svolto sulla scena del crimine, un indumento intriso di sangue e i segni della violenta colluttazione riportati sul suo corpo.

L’aggressione nella casa del 65enne

È successo a Sant’Angelo Romano, dove il 65enne è stato violentemente aggredito all’interno della propria abitazione. Quando sono arrivati i soccorsi, le condizioni dell’uomo sono apparse immediatamente gravissime. I sanitari lo hanno trasferito d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove è stato ricoverato in prognosi riservata a causa delle pesanti lesioni riportate durante l’aggressione. Fin dai primi minuti i Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno avviato un’articolata attività investigativa per ricostruire quanto accaduto e individuare il responsabile.

Mentre i militari del Nucleo Investigativo di Frascati eseguivano i rilievi nell’abitazione della vittima, i carabinieri hanno iniziato ad ascoltare i testimoni e a incrociare i dati disponibili. Ma l’elemento che si è rivelato fondamentale è stato sulla scena un capo di abbigliamento intriso di sangue, ritenuto riconducibile all’autore, trovato sulla scena del crimine.

La fuga nelle campagne e il fermo

Le ricerche si sono concentrate fin da subito su un 33enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, che dopo l’aggressione aveva fatto perdere le proprie tracce. Dagli accertamenti fatti, l’uomo conosceva l’abitazione della vittima e in passato aveva già manifestato comportamenti violenti sia in ambito familiare sia nel paese.

La fuga si è conclusa poco dopo, quando i Carabinieri lo hanno individuato nascosto in un casolare di campagna, non lontano dal luogo dell’aggressione. Gli accertamenti hanno inoltre permesso di verificare che il 33enne presentava sul corpo segni compatibili con una violenta colluttazione. Per lui è scattato il fermo di indiziato di delitto con l’accusa di tentato omicidio e tentata rapina pluriaggravata.

Dopo le formalità di rito, il 33enne è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nella mattinata del 29 giugno, il giudice ha convalidato il provvedimento.