Fallisce la penosa chiassata dei nostalgici rossi contro il mausoleo di Rodolfo Graziani

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Erano sì e no 40 i manifestanti che volevano “assediare” il mausoleo di Affile al Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani. Triste fine di chi per anni ha contestato, vilipeso, danneggiato il sacrario a Graziani che i cittadini hanno deciso di dedicare all’ex capo di Stato maggiore dell’Esercito italiano nonché successivamente ministro delle Forze Armate della Trpubblica Sociale italiana. Rodolfo Graziani ha ricevuto due medaglie d’Argento e due di Bronzo per l’eroismo dimostrato in guerra. Fu governatore della Libia, governatore della Somalia, viceré di Etiopia e una serie di altre alte cariche oltre a una lunghissima serie di onorificenze. Ha lasciato inoltre una ventina di libri di memorialistica. Dal 1953 al 1954 fu inoltre presidente del Movimento Sociale Italiano.

Graziani, la storia non si cancella

Tutto questo per dire cosa? Che Graziani fu un eroe di guerra? No. Che fu un criminale di guerra? Nemmeno. Nella sua carriera militare ebbe sconfitte e vittorie. Ma salvò il suo paese natìo, Filettino, dalle rappresaglie tedesche e fu sempre un punto di riferimento per i suoi concittadini e per la sua città. Per questo nel 2012 gli fu edificato il tanto criticato monumento ad Affile, dove ora riposano le sue spoglie mortali. Quella che la sinistra, l’Anpi, il Pd non capiscono è che una figura storica come quella di Rodolfo Graziani si può discutere, si può criticare, si può esaltare, si può fare tutto. Ma una cosa non si può fare: cancellarlo, come vorrebbero gli eredi dei comunisti liberticidi. L’Italia per fortuna non è né l’Unione Sovietica, né la Cina, né Cuba: qui i cittadini possono onorare un loro compatriota se lo reputano meritevole.

Figuraccia dei figli dei partigiani

Dopo anni di processi, condanne, udienze varie, la Cassazione ha stabilito che non fu reato costruire il monumento a Graziani, ma la sinistra non accetta in questo caso il verdetto dela magistratura, in genere a lei così cara. Hanno imbrattato con atto spregevole e infame il mausoleo al generale Graziani e ieri hanno tentato l’ultima disperata manifestazione di massa popolare contro l’odiato fascismo. Solo che dal 1945 il fascismo non c’è più: ci sono solo loro, tristi e melanconici, che non accettano lo scorrere del tempo e rimpiangono i bei tempi andati degli eroici partgiani. Beh, fatevene una ragione: quei tempi non ci sono più, c’è solo la storia che nonostante tutti vostri sforzi non potrete mai cancellare.

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