Fontana di Trevi a pagamento, ma Gualtieri accende 3 milioni di mutuo per ristrutturare le fontane di Roma


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Roma accende un prestito da quasi tre milioni di euro per sistemare gli impianti delle fontane monumentali, mentre gran parte degli incassi del ticket di Fontana di Trevi vengono indicati dal Campidoglio a guida Gualtieri come sostegno ai musei gratuiti per i residenti di Roma e provincia. Il bando per i lavori sulle fontane monumentali della capitale vale 2,3 milioni, IVA esclusa, con offerte entro l’8 novembre 2026. La domanda è semplice: come vengono distribuiti questi soldi e perché, per le fontane, si sceglie di ricorrere all’ennesimo debito? (Inseriamo la copia integrale del bando e l’ok capitolino in formato scaricabile alla fine di questo articolo).

Quasi tre milioni, ma non sono soldi regalati

Le carte del Comune ricostruiscono il percorso: a gennaio la Giunta approva un progetto da tre milioni, da finanziare con un prestito. A marzo viene comunicata la concessione di 2.991.720 euro dalla Cassa Depositi e Prestiti, ripartiti tra il 2026 e il 2028. Il costo complessivo aggiornato dell’intervento è invece di 2.991.178,79 euro.

Il biglietto di Trevi e i musei gratuiti

Qui si parla dei soldi dei biglietti, non delle monetine lanciate nella vasca. Dal 2 febbraio 2026 i non residenti, salvo esenzioni, pagano due euro per accedere all’area interna della Fontana di Trevi. Nella stessa data è scattato l’ingresso gratuito nei musei e nelle aree archeologiche comunali per i residenti di Roma e della Città Metropolitana. Restano a pagamento alcune mostre temporanee ed esperienze speciali: la gratuità, quindi, non riguarda indistintamente tutta l’offerta culturale della città.

I milioni previsti non sono ancora un bilancio

Presentando il ticket di Trevi, il Comune aveva stimato 6,5 milioni di euro annui di maggiori entrate, da destinare alla manutenzione e al decoro di monumenti e piazze e a sostenere i musei gratuiti. Ma una previsione non è un incasso certificato. Per fare i conti servono entrate effettive, costi di gestione e destinazione delle somme. Le carte esaminate non dimostrano che i soldi di Trevi siano insufficienti, né che la gratuità dei musei abbia reso necessario il mutuo.

La legge lo permette, la politica deve spiegarlo

Chiedere un prestito non significa automaticamente commettere un’irregolarità. La Costituzione permette ai Comuni di indebitarsi per finanziare investimenti, rispettando precise condizioni. Anche le entrate dei biglietti dei luoghi culturali comunali devono sostenere la crescita e la valorizzazione del patrimonio, senza dover essere spese soltanto nel sito che le ha generate. La questione è dunque politica: quali spese vengono prima e quanto convengono le scelte fatte? È su questo che il Campidoglio dovrebbe dare risposte comprensibili.

Il museo è gratis, il conto pubblico NO

I musei gratuiti sono un vantaggio per i residenti e un risultato che Gualtieri può rivendicare davanti agli elettori, specie in tempi di campagna elettorale. Ma l’ingresso senza biglietto non cancella i costi. Il sindaco spieghi quanto rende Trevi, quanto viene destinato alle manutenzioni e quanto sostiene la gratuità. Vanno chiariti anche durata e costo del prestito: gli interessi non sono quantificati nell’atto esaminato. Il punto non è contestare la cultura accessibile a tutti, ma ricordare che “gratis” non significa senza costi per il Comune.

Ma quali fontane saranno sistemate?

Nei sette documenti del progetto di manutenzione delel fontane monumentali della Capitale esaminati da Il Nuovo 7 Colli non c’è un elenco con i nomi delle fontane da sistemare. I lavori riguardano pompe, tubazioni, filtri e impianti elettrici, non un restauro generale delle statue e delle decorazioni. Luoghi, costi e tempi dei singoli interventi saranno precisati nei successivi contratti e ordini di lavoro. È il meccanismo previsto dall’appalto, non la prova che il Comune non abbia un programma interno. Ma i cittadini devono poter conoscere facilmente le priorità e seguire l’avanzamento dei lavori.

Dagli alberi alle fontane, contano i risultati

È la stessa richiesta di chiarezza sul verde pubblico già raccontata da Il Nuovo 7 Colli: dove vengono piantati gli alberi, chi li cura, quanti sopravvivono e quanti vengono sostituiti? Per le fontane servono risposte altrettanto concrete: quali lavori sono stati ordinati, quanto sono costati e quali impianti sono tornati a funzionare. Non bastano gli annunci, gli stanziamenti o la parola “gratis”. I cittadini devono poter verificare i risultati, perché il denaro resta pubblico anche quando arriva nella casse grazie all’ennesimo mutuo.