Roma, metro A: Gualtieri prometteva tutte le “Stazioni rifatte entro il 2026”, ma ATAC ne programma appena 12 nel 2027
La stazioni delle metro A di Roma non saranno completamente riqualificate entro il 2026, al contrario di quanto annunciato dal sindaco Roberto Gualtieri nel 2024: un recente e nuovo bando in pieno corso di svolgimento da 3,6 milioni di euro riguarda sole 5 stazioni ancora da rinnovare e il Piano industriale ATAC prevede in totale al massimo 12 interventi nel 2027. Il bando, pubblicato il 26 ottobre scorso dalla società Giubileo 2025, per conto Atac, riguarda le fermate Cornelia, Baldo degli Ubaldi, Valle Aurelia, Termini e Manzoni. Le imprese interessate potranno presentare le offerte fino alle ore 12 del 23 novembre prossimo (Inseriamo il bando in formato scaricabile alla fine di questo articolo). Questi i fatti, al netto delle promesse politiche classe 2024. Pubblichiamo qui di seguito il cronoprogramma reso pubblico da Gualtieri nel 2026, che indica “il”Dicembre 2026 a cura di Atac” come termine dei lavori per 23 stazioni della Metro A.

Metro A, cosa prevede il nuovo bando da 3,6 milioni
La gara in corso per le prime 5 stazioni comprende la progettazione esecutiva e i lavori di riqualificazione delle cinque stazioni, con interventi previsti su infiltrazioni d’acqua, illuminazione, pareti, soffitti e pavimentazioni. I 3,6 milioni rappresentano il valore massimo dell’accordo quadro, IVA esclusa. Per Cornelia, Baldo degli Ubaldi e Valle Aurelia sono indicati 120 giorni di lavori; per Termini e Manzoni 80. A questi si aggiungono i tempi di progettazione, rispettivamente di 60 e 40 giorni. Termini che potranno essere ridotti attraverso le offerte delle imprese.
Roma, la promessa del Campidoglio: tutto finito nel 2026
Il nuovo affidamento riporta alla luce gli impegni assunti dall’amministrazione capitolina. Durante la presentazione del piano di trasformazione della metro A, il 4 aprile 2024, il Campidoglio aveva indicato dicembre 2026 come termine dei lavori sulle 23 stazioni affidate ad ATAC. Un obiettivo ribadito pubblicamente dal sindaco Gualtieri il 7 novembre 2025, durante il quarto Rapporto alla Città, quando annunciò che la riqualificazione completa di tutte le fermate della linea A si sarebbe conclusa nel 2026: inseriamo qui di seguito l’estratto del discorso0 di Gualtieri, in cui ribadiva il 2026 come termine di ristrutturazione delle stazioni della Metro A.

Patanè, il calendario cambia: dieci stazioni slittano all’autunno
Già nel dicembre 2025, però, l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè aveva delineato una programmazione diversa, smentendo in modo clamoroso il primo cittadino Gualtieri. In commissione annunciò dieci stazioni da riqualificare tra giugno e dicembre 2026, mentre per altre undici indicò lavori nel 2027. Anche la prima scadenza ha poi subito una revisione. Il primo settembre 2026, infatti, Roma comunicava che gli interventi sulle dieci fermate della tratta meridionale sarebbero partiti in autunno. Senza indicare un calendario preciso per ciascuna stazione.
Le carte ATAC: dodici stazioni programmate nel 2027
La conferma più significativa arriva dal Piano industriale ATAC 2025-2027, datato 15 dicembre 2025. A pagina 53 il documento riportava quattro stazioni già completate, undici programmate nel 2026 e dodici nel 2027. Un quadro che superava, nei fatti, il traguardo annunciato dal sindaco appena un mese prima.
La nuova gara, con offerte in scadenza a fine novembre 2026, conferma che per almeno cinque fermate il percorso di affidamento e realizzazione dei lavori è ancora da completare.
Metro A, il nodo politico per Gualtieri e Patanè
Il problema non è la necessità di riqualificare le stazioni, ma la distanza tra le scadenze annunciate e la programmazione effettiva. Per i romani resta da conoscere il calendario definitivo dei cantieri, con le eventuali limitazioni al servizio e le date di riconsegna delle fermate. Per Gualtieri e Patanè si apre invece una questione politica precisa. Spiegare perché un programma presentato con conclusione entro il 2026 sia stato successivamente distribuito anche sul 2027, con probabili slittamenti nel 2028, 2029 e forse anche 2030. Una differenza clamoroso che emerge direttamente dai documenti dell’amministrazione e della sua azienda di trasporto.