Forlanini ancora nel degrado. E adesso spunta l’ipotesi del Politecnico
I padiglioni dell’ospedale Forlanini versano ancora nel più assoluto degrado. Nonostante le ripetute richieste della politica e di prestigiosi luminari, come il professor Massimo Martelli, di rimettere in funzione il vecchio nosocomio. Chiuso dal 2015, per una precisa scelta della giunta Zingaretti. Nell’ottica del contenimento della spesa sanitaria. La decisione però fu subito contestata, anche per la storia di questi padiglioni. E con l’emergenza covid furono tante le richieste di riaprire l’ospedale. E di attrezzarlo per fronteggiare la nuova emergenza. Un po’ come un ritorno al passato, visto che qui fin dalla prima metà del secolo scorso si curavano le malattie polmonari. Ma il tanto auspicato restauro non si è mai realizzato. E anzi nei mesi scorsi si era insistentemente parlato della possibilità di rimettere a nuovo solo alcuni padiglioni. Per destinarli genericamente alle esigenze delle Ong. Cosa che, in piena pandemia e in carenza di posti letto, era apparsa quanto menò bizzarra.
Adesso l’ultima idea sul tavolo, sembra essere quella della trasformazione di tutto il complesso nella sede di un Politecnico. Che dovrebbe rappresentare l’occasione per una in a eccellenza nella Capitale. Dopo che anche l’ipotesi di ospitare qui l’Agenzia europea del farmaco si è rivelata non percorribile. Per il progetto Politecnico, ci sarebbero anche i fondi del PNRR. Circa 100 milioni, necessari per rendere di nuovo agibile e a norma la struttura. Rimane però inevasa la domanda. Ma perché un ospedale proprio no? Mistero.
Il Forlanini può ospitare di tutto tranne ciò per cui fu costruito: una eccellenza sanitaria
100 milioni per il Politecnico al Forlanini. Ma sono già troppi i progetti naufragati
Il progetto di realizzare una “cittadella della scienza”, sfruttando i fondi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), s’intreccia alla necessità di riqualificare l’ospedale Forlanini dismesso nel 2015. Una decisione presa dall’allora commissario ad acta Nicola Zingaretti per contenere il buco nel bilancio regionale legato al settore sanitario. Il nuovo progetto che chiama in causa Unindustria, la Regione, la Camera di Commercio e le tre università pubbliche romane, potrebbe rappresentare un volano per il recupero dell’ex complesso ospedaliero. A cui verrebbero destinati 100 milioni per le ristrutturazioni. Ma purtroppo sono già tanti i progetti falliti, tutti caratterizzati da un unico fattore comune. Chissà perché, del celebre nosocomio si può fare di tutto. Tranne che riportarlo alle sua funzione originaria. E cioè quella di essere un ospedale di eccellenza.
La storia recente dell’ex Forlanini, d’altra parte, è ricca di annunci puntualmente smentiti dai fatti. Venuta meno l’ipotesi di cartolarizzazione, il complesso che conta 150mila metri quadrati coperti e 12 ettari di verde, è stato al centro di numerose proposte di recupero. In passato il suo rilancio era stato accostato all’esigenza di creare una “cittadella dell’amministrazione pubblica”. Che avrebbe comportato l’utilizzo di una parte del complesso (circa 35mila quadrati coperti). Quell’opzione è stata sostituita dall’intenzione di destinare gli spazi per farne una “Cittadella delle Organizzazioni Internazionali”. Una possibilità che aveva coinvolto istituti del calibro del World Food Programme e dell’IFAD. Che insieme al governo italiano, dovevano verificare la fattibilità finanziaria, tecnica ed operativa di quell’operazione. Mai decollata.
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