Forum della Cultura, Schiuma: «La movida a Roma è triste e insicura. Serve una rivoluzione e solo i giovani possono farla»


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Roma avrebbe perso la capacità di governare e rendere attrattiva la propria vita notturna, trasformando troppo spesso la movida in un problema di sicurezza e ordine pubblico: è l’accusa lanciata da Fabio Schiuma, coordinatore organizzativo del Forum regionale “Le Città della Notte”, intervenuto alla terza edizione del Forum della Cultura Italiana.

«Dalla dolce vita alla mala movida»

Il punto di partenza è netto. Secondo Schiuma, nella Capitale si parla ormai quasi soltanto di “mala movida”, mentre il vero problema sarebbe una gestione della notte incapace di tenere insieme divertimento, sicurezza e qualità della vita. Una situazione che, sostiene, rende Roma meno competitiva rispetto alle altre grandi capitali europee e spinge molti giovani a cercare altrove un’offerta serale più moderna e organizzata.

Sicurezza, locali e diritto al riposo

La sfida, per Schiuma, riguarda anche l’economia della notte. Il coordinatore richiama una platea stimata in circa 120 mila lavoratori e chiede un modello capace di tutelare contemporaneamente chi lavora, chi esce per divertirsi e chi abita nelle zone maggiormente frequentate. Trasporti, locali, commercio, prevenzione, sicurezza e quiete dei residenti, sostiene, non possono essere affrontati come problemi separati.

«Non bastano interventi isolati»

Nel mirino finiscono anche le misure considerate troppo limitate rispetto alla dimensione del fenomeno. Per Schiuma, kit anti-vomito, tutor urbani e singoli interventi di contenimento non possono sostituire una strategia complessiva. Roma avrebbe invece bisogno di quella che definisce una vera “regia artistica della notte”, capace di programmare eventi e servizi e di costruire un’identità riconoscibile anche dopo il tramonto.

Il richiamo a Nicolini e Borgna

Il modello evocato guarda alle grandi stagioni culturali romane. Schiuma cita Renato Nicolini e Gianni Borgna, riconoscendone la capacità di trasformare la città attraverso programmazione, creatività e iniziative pubbliche. L’obiettivo, sostiene, dovrebbe essere recuperare quello spirito senza copiarne le formule: una Capitale viva, attrattiva e capace di offrire occasioni culturali e di socialità diffuse.

L’attacco alla gestione Gualtieri

La conclusione diventa politica. Secondo Schiuma, il fallimento dell’amministrazione Gualtieri starebbe proprio nell’aver affrontato prevalentemente le emergenze senza costruire un progetto organico per la notte romana. La svolta, aggiunge, dovrebbe partire soprattutto dai giovani, ai quali affidare maggiore spazio nelle scelte e nella progettazione.

«Roma deve tornare ad avere una notte bella, sicura, creativa e viva», è il messaggio finale. Una rivoluzione che, nella sua visione, non passa soltanto da più controlli, ma dalla capacità di tornare a immaginare la città dopo il tramonto.