Forza Italia e Lega si contendono cinque poltrone da sottosegretario e i vertici di Consob e Antitrust
La partita delle cinque poltrone da sottosegretario ancora da assegnare dal Governo Meloni sembrano avviarsi verso una chiusura, anche se fino all’ultimo nella maggioranza di centrodestra che guida da fine 2022 palazzo Chigi nessuno si sbilancia davvero. Tra le indiscrezioni più insistenti, Paolo Barelli (capogruppo uscente di Forza Italia alla Camera) appare sempre più vicino a un ingresso nella squadra di governo, con un ruolo che potrebbe essere quello dei Rapporti con il Parlamento. Anche gli altri tasselli sembrano andare verso una sistemazione. Ma il clima non è quello di una partita del tutto chiusa.
Le altre quattro caselle, secondo indiscrezioni ormai convergenti, sembrerebbero orientate su Mara Bizzotto per la Lega al Mimit, su Alberto Balboni e Giampiero Cannella per Fratelli d’Italia rispettivamente alla Giustizia e alla Cultura, e su Massimo Dell’Utri alla Farnesina in quota Noi Moderati.
Ma il vero confronto nella maggioranza resterebbe aperto sulle authority economiche, Consob e Antitrust. È lì che Forza Italia e Lega continuano a misurarsi, tra trattative, cautele e rapporti di forza ancora in movimento.
Barelli e il prezzo politico dell’intesa tra GForza Italia e Lega
Il nome di Barelli viene indicato come uno dei più forti per entrare nel sottogoverno. Ma la sua eventuale nomina, da sola, non basterebbe a mettere fine ai malumori tra Forza Italia e Lega. Anzi, proprio attorno a questa casella si leggerebbe una parte della trattativa politica interna alla maggioranza. Gli azzurri sembrano voler far pesare il proprio ruolo e consolidare la presenza nell’esecutivo, mentre il Carroccio osserva con prudenza, temendo che a un sì su Barelli non corrisponda poi un via libera sugli altri dossier ancora aperti.
La vera partita resta Consob
Il punto più delicato continua a essere la Consob. La Lega spinge da tempo sul nome di Federico Freni, considerato da Salvini il profilo più adatto. Tuttavia, dentro la maggioranza l’intesa non appare ancora raggiunta. Forza Italia, almeno secondo quanto filtra, non avrebbe mai davvero smesso di nutrire riserve, e da Palazzo Chigi arrivano segnali di cautela. Il tema, quindi, non sembra affatto archiviato. Più che una semplice nomina tecnica, quella della Consob si confermerebbe come una scelta ad alto peso politico, capace di incidere sugli equilibri tra i partiti di governo.
Antitrust, l’altra casella che conta
Accanto alla Consob, anche il vertice dell’Antitrust viene indicato come uno dei nodi destinati a pesare nella trattativa tra Forza Italia e Lega. È su queste authority che si starebbe giocando una parte importante del confronto interno alla maggioranza. Le poltrone di sottosegretario servono a tenere in equilibrio la macchina di governo, ma sarebbero soprattutto le nomine di garanzia e di controllo a definire i veri rapporti di forza. Per questo il duello tra azzurri e leghisti appare tutt’altro che chiuso: più che una resa dei conti, sembra una partita ancora in corso.