FS, parte la riqualificazione della stazione Tuscolana. Ma i cittadini vogliono vederci chiaro

Partirà il 24 maggio la fase decisiva per la riqualificazione della zona adiacente alla stazione Tuscolana. Con la chiusura del bando che dovrà scegliere il progetto migliore. Da selezionare entro la fine di giugno. Si tratta di un iter urbanistico complesso, che rientra in un programma denominato Reinventing cities. Finanziato niente di meno che dall’ex sindaco di New York e tycoon americano Bloomberg. Soldi privati quindi, da investire in 94 grandi di città nel mondo. Tra le quali anche Roma, che ha presentato cinque progetti. Tra i quali appunto, quello relativo alle aree abbandonate vicino ai binari della ferrovia nella periferia est dell’Urbe. La possibilità deriva da un accordo quadro, sottoscritto anni fa da Roma capitale proprio con FS. Lo stesso per intenderci, che ha permesso la demolizione della parte sopraelevata della tangenziale est. Con il parziale abbattimento della vecchia struttura. E la riqualificazione (in parte contestata) del piazzale e delle zone limitrofe alla stazione Tiburtina. L’accordo prevede che Ferrovie, oltre ad ammodernare le proprie strutture, investa anche sul territorio. Con soldi propri, ma anche con il contributo di privati. Come è successo ad esempio, con il palazzo della BNL al Tiburtino. Adesso, sta per toccare anche al Tuscolano. Ma i cittadini chiedono di partecipare, e di dire la loro. Perché temono la speculazione. E nuove colate di cemento.

Tangenziale est, al posto dei vecchi alberi solo asfalto e smog

Riqualificazione sì, colata di cemento no. La posizione di associazioni e comitati

La riqualificazione delle aree dismesse di proprietà FS limitrofe al fascio di binari della stazione Tuscolana la vogliono tutti. E adesso ci sono anche i soldi privati, con la sponsorizzazione della Fondazione Bloomberg. Per un bando che ha visto tra gli altri, la partecipazione di grandi firme dell’architettura. E di gruppi esperti nella rigenerazione urbana. Come lo studio Abdr architetti associati, che tra i progetti realizzati nella Capitale vanta proprio la nuova stazione dell’alta velocità della Tiburtina. O la Fresia Re s.p.a. Che in città si è già intestata il grande centro commerciale a La Mistica. Il problema però resta sempre lo stesso. Impedire che le opere pubbliche siano sacrificate sull’altere delle cubature e del profitto. E che gli spazi verdi, le scuole e i servizi promessi vengano inghiottiti da colate di cemento. In teoria, il mix di interventi previsti da questo bando dovrebbe evitare il rischio. Stabilendo un 20% di residenziale, un 20% commerciale, e poi opere di interesse pubblico e per il rilancio delle artigianato produttivo. Mentre sono esclusi grandi magazzini e mega centri commerciali. Basterà ad evitare l’ennesima speculazione urbanistica in città?

Decine di milioni di euro per 34 mila metri quadrati di cubature. Ecco perché stanno tutti con gli occhi aperti

Il processo iniziato con la variante urbanistica del febbraio 2020 sta per concludersi. E la riqualificazione della stazione Tuscolana e delle aree degradate circostanti potrebbe diventare a breve realtà. Con l’aggiudicazione del bando per il progetto migliore che dovrebbe avvenire prima dell’estate. Si tratta di un’area di 50 mila metri quadrati, quasi tutta di Ferrovie. E ben 34 mila diventeranno edificabili. Ceduti ai privati, che dovranno ubbidire ai criteri del bando. Ma che certo tenteranno di massimizzare il profitto. Ecco perchè il Sup (comitato per lo Sport e la cultura popolare ndr), il 12 maggio ufficializzerà la nascita del Forum per la vigilanza e il controllo sulla trasformazione di tutta l’area. Insieme ad altre realtà come gli Amici di Piazza Ragusa, Cinecittà Bene comune e Fairwatch. Saranno presentate delle proposte in parte alternative, di iniziativa popolare. E i promotori si augurano di essere ascoltati. E che parte dei loro suggerimenti vengano accolti.

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