Funerali Alessia Augello: indagate 8 persone vicine a Forza Nuova, perquisizioni e sequestri
Otto perquisizioni domiciliari e personali hanno riguardato oggi altrettanti militanti di Forza Nuova. Ne dà notizia la Questura di Roma. Gli otto erano già stati denunciati nei giorni scorsi dopo i funerali di Alessia Augello, per avere esposto la bandiera nazista.
Un tirapugni e simboli inneggianti al fascismo, tra cui anche il busto del Duce. E’ parte del materiale sequestrato dai carabinieri del nucleo informativo del Comando provinciale e dai poliziotti della Digos della questura di Roma nelle perquisizioni eseguite oggi a carico di 8 indagati legati a Forza Nuova in relazione alla bandiera nazista esposta al termine del funerale di Alessia Augello, una militante di Forza Nuova, nella chiesa di Santa Lucia a Roma. Fra loro c’è anche Stefano Schiavulli, fra i leader del movimento fondato da Roberto Fiore, già arrestato per gli scontri alla Cgil del 9 ottobre scorso a Roma.
“Il Sostituto Procuratore di Roma Erminio Carmelo Amelio ha aperto un procedimento a carico loro per riorganizzazione del disciolto Partito Nazionale Fascista e apologia di reato – ha fatto sapere l’avvocato degli indagati, Nicola Trisciuoglio – Le perquisizioni scattate questa mattina  nelle case degli indagati hanno avuto tutte esito negativo”.
Per quanto riguarda i funerali e l’esposizione della bandiera, la stessa famiglia di Alessia Augello aveva immediatamente preso le distanze con un lungo post su Facebook. “La famiglia, gli amici e Alessia stessa scomparsa a Roma il 7 gennaio scorso prendono le distanze e si dissociano da quello che è accaduto all’esterno della chiesa di Santa Lucia dopo i funerali”. Così su Facebook Stefania Vesica, la zia di Alessia Augello, dopo le polemiche sulla bandiera nazista appoggiata sulla bara.
“Siamo addolorati per la perdita della nostra amata Alessia. Ci dissociamo totalmente dai fatti che si sono svolti all’esterno della Chiesa, dei quali non eravamo a conoscenza e che nemmeno Alessia stessa avrebbe in nessun modo condiviso né apprezzato. Non avremmo mai permesso né autorizzato quanto poi è successo. Chiediamo ai giornalisti e a tutti quanti, vista la gravità della nostra perdita di rispettare il nostro dolore e il nome di Alessia Augello”, il messaggio della famiglia.