Giorgia Meloni infiamma Piazza del Popolo. Ci temono? Si, il PD

Una grandissima Giorgia Meloni ha concluso la convention di Piazza del Popolo a Roma. Insieme agli altri leader del centro destra, che Letta e il Pd vorrebbero divisi. E che invece ancora una volta smentiscono gufi e disfattisti. Tutti uniti dunque, con l’obiettivo di vincere le elezioni. E di governare bene. Per dare finalmente una prospettiva e un futuro migliore all’Italia.

Ma è chiaro che oggi, a Roma, fosse proprio la leader di Fratelli d’Italia l’ospite più attesa. In una piazza stracolma di militanti e di gente comune. Colorata, festante, con famiglie e bambini al seguito. Bandiere al vento e sorrisi. Una risposta gioiosa e pacifica anche a chi sventola ancora la minaccia del neofascismo. Mentre l’unico rischio lo corre il PD. Di perdere il potere che esercita consecutivamente da dieci anni. Senza aver mai vinto le elezioni.

Meloni fa il pieno anche a Milano. Ma Letta e il Pd minacciano di non accettare il risultato delle urne

Giorgia Meloni bacchetta Letta: lui da Scholz, con noi invece Italia a testa alta

Letta è andato in Germania, per chiedere aiuto a Scholz. Solo che non ha chiesto di votare per mettere un tetto al prezzo del gas. Ma per tirare la volata al Partito democratico. Ecco, con noi al governo questo non succederebbe mai. Perché l’Italia è leale con i suoi partner occidentali ed Europei. Ma a testa alta, difendendo il proprio interesse nazionale. Questa la sintesi di uno dei concetti espressi da Giorgia Meloni, nel suo appassionato comizio a Piazza del Popolo. Nel corso del quale, ha indicato le priorità per il nuovo governo. Che la presidente di FDI potrebbe essere presto chiamata a guidare.

Tetto al prezzo del gas subito. La richiesta di Giorgia Meloni all’Europa

Ma non c’è solo la situazione internazionale. Molto complessa, che va affrontata con prudenza e intelligenza. Ma senza esitazioni nel sostenere l’Ucraina. Perché è chiaro chi sia l’invasore. E chi il popolo che resiste in difesa della propria terra. D’altronde, aveva già chiarito la Meloni, noi abbiamo sempre votato per il sostegno a Kiev. Anche dall’opposizione. Mentre Fratoianni e gli alleati di Letta dicevano no. Il problema di coerenza, semmai ce l’hanno loro. L’Italia però, paga un prezzo altissimo. Anche e soprattutto sul fronte dell’energia. Ecco perché bisogna che l’Europa faccia subito la sua parte. E che contro le speculazioni della borsa di Amsterdam, voti il tetto al prezzo del gas. Anche noi però possiamo fare qualcosa. Separare il costo delle altre risorse energetiche dal gas. Non è impossibile, non costa tantissimo. E le bollette calerebbero subito.

Lavoro, giovani, famiglia. Le sfide sociali

Sicurezza, anche energetica dunque. Con apertura a tutte le nuove tecnologie. Sfruttando le risorse che già l’Italia ha, come gas naturale. Ma anche sole e vento. Postura dignitosa in Europa e nel mondo. Ma anche e soprattutto politiche sociali. Non depressive, come il reddito di cittadinanza. Perché è solo il lavoro che da’ dignità. Ma che favoriscano la piena occupazione. Con la riduzione del cuneo fiscale, e la premialita’ per le imprese che assumono. Con il principio semplice, più assumi meno paghi. E con meno tasse, anche gli stipendi saranno più alti.

Queste alcune delle ricette economiche della Meloni. Insieme a un forte investimento sulle famiglie. E sulle politiche sociali, per il sostegno alla maternità e alla piena occupazione femminile. Così come non manca un passaggio rivolto ai giovani. Basta fuga di cervelli all’estero, l’Italia deve ritornare attrattiva per il mondo della ricerca, della cultura e dell’industria. Aiutando a rifocalizzare da noi, chi in passato era andato via. Per le troppe tasse, o per sfiducia nel sistema Paese.

Chi ci teme? Gli amici degli amici, gli scafisti. Chi ha fatto carriera non per merito ma con la tessera di partito

Infine, l’immigrazione. Basta trafficanti di esseri umani, basta scafisti. Insieme all’Europa, vanno costruiti hotspot in Africa. E chi viene senza rispettare le regole, torna a casa. A differenza di quanto fatto dalla sinistra, che ha permesso in questi anni una immigrazione incontrollata e senza freni.

Ci temono gli scafisti, i mafiosi, i criminali. Ma anche chi ha fatto carriera con la tessera di partito in tasca, senza merito. I grandi monopolisti. Non vogliamo sostituire al sistema di potere del Pd il nostro, ha concluso Giorgia Meloni. Ma valorizzare le energie migliori dell’Italia.

Il programma c’è, la squadra pure. La leader anche. Non resta che aspettare domenica sera. Quando le urne potrebbero davvero sancire un appuntamento imperdibile con la Storia.

 

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