Giornata contro la Violenza sulle donne: la denuncia dell’Associazione La Giusta Difesa

Associazione Giusta Difesa

«Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Speravamo con tutto il cuore di poter inaugurare, in questa data, la Casa giusta una casa rifugio di immediato soccorso per le donne, sole e con figli, vittime di violenza. Purtroppo non abbiamo potuto aprire quella porta, non per nostra responsabilità». È quanto si legge in una nota de l’associazione “La Giusta Difesa -APS”.

«Abbiamo risposto, nel mese di febbraio, ad un avviso pubblico della Città di Terracina, per l’assegnazione di due immobili confiscati alla criminalità organizzata. I problemi sono iniziati sin dalla richiesta del sopralluogo, previsto dall’avviso.

La Giusta Difesa – APS è stata l’unica associazione a rispondere all’avviso pubblico e a presentare i progetti della “Casa Giusta” e del centro polifunzionale “Al tuo fianco”.

Non ci aspettavamo gratitudine, ma neanche una evidente e malcelata ostilità, da parte di chi avrebbe desiderato una diversa assegnazione e di chi non aveva potuto partecipare al bando per mancanza di struttura e requisiti.

La nostra Associazione, per alcuni, non avrebbe dovuto permettersi di partecipare.

E poco importava l’aiuto concreto che avremmo potuto dare alle donne vittime di violenza.

Sono stati necessari tre mesi per aprire le buste e procedere alla valutazione dei due progetti.

Sono stati necessari altri due mesi per effettuare le verifiche, pubblicare l’approvazione dei verbali e l’assegnazione provvisoria, che sarebbe diventata definitiva con la stipula della convenzione.

Nell’avviso pubblicato non sono stati indicati termini, ma, come ben dovrebbero sapere l’avvocatura comunale, i dirigenti e gli amministratori, vige in Italia una disciplina che scandisce i tempi del procedimento.

Sono trascorsi altri tre mesi di silenzio assoluto, perché dagli Uffici competenti nulla ci è stato comunicato.

Non ci è stato possibile neanche partecipare al bando regionale, con scadenza al 30.09.2021, che ci avrebbe consentito di usufruire del contributo del 100% per la ristrutturazione dei due immobili.

Ma questo non è tutto.

Lunedì, a seguito di articoli pubblicati sulla stampa locale, abbiamo scoperto che a Terracina, i modelli di convenzione allegati agli avvisi pubblici, di cui fanno parte integrante, possono essere modificati, non solo dopo la pubblicazione, ma persino dopo l’aggiudicazione.

Sì, qui si possono modificare, senza alcun tipo di limite. Qui si riscrivono, a conclusione della corsa, tutte le regole del gioco!

Lunedì abbiamo amaramente avuto la conferma che tutti questi mesi di silenzio, il gravissimo ed ingiustificato ritardo nel compimento di atti dovuti, siano serviti esclusivamente non a “rimodulare” la convenzione sulla base dei progetti presentati, ma a prevedere una serie di modifiche sostanziali con un palese aggravamento delle condizioni poste a carico del concessionario.

Una convenzione di otto pagine diventa una convenzione di ben sedici pagine.

Non abbiamo ancora trovato un precedente simile nella giurisprudenza amministrativa.

Tutti i gravosi oneri sono posti a carico de La Giusta Difesa APS, che per offrire un servizio di immediato soccorso alle vittime di violenza e un sostegno alle fasce più disagiate, dovrebbe investire una marea di soldi, a cominciare da una polizza per ogni immobile, contro ogni tipo di rischio con un massimale non inferiore, per ogni anno, a tre milioni di euro, da produrre ben dieci giorni prima della stipula della convenzione.
Nessuna partecipazione, nessun contributo, nessun sostegno dal Comune, che invece preavvisa che, ove lo ritenga opportuno, potrà togliere i beni e destinarli ad altro.

L’integrazione della convenzione è stata chiaramente scritta per farci desistere e probabilmente accontentare coloro a cui, per i nostri meriti dimostrati sul campo, non siamo graditi.

Non sappiamo ancora se avremo voglia e tempo di impugnare la delibera di giunta, anche perché a noi i soldi servono per garantire concretamente tutela e sostegno alle vittime di violenza.

Il torto più grave non è stato fatto a noi, che continueremo a lavorare, con impegno e dedizione, ma a tutte quelle donne, che avrebbero potuto e dovuto già da tempo beneficiare delle attività della Casa Giusta.
Oggi, come già succede da qualche giorno, si susseguiranno manifestazioni, eventi, incontri, in cui di dirà “NO alla violenza contro le donne”. Giusto. Peccato che alle parole troppo spesso non seguano i fatti.

Il nostro pensiero va a tutte quelle donne uccise, ferite, violentate nel corpo e nello spirito, che non sono state aiutate e protette da chi aveva il dovere di tutelarle. Noi ci siamo – conclude la nota de La Giusta Difesa – In ogni caso. Non solo il 25 novembre».

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