GRAB di Roma, cantieri anche in autunno: la Giunta Gualtieri buca la scadenza di giugno 2026, 5 proroghe per le ciclabili

Grab di Roma, foto generata con IA, non rappresentativa dell'articolo, ma solo indicativa

Contenuti dell'articolo

Il GRAB di Roma avrebbe dovuto essere completato entro e non oltre giugno 2026, ma l’autunno si apre per le strade della Capitale con cantieri e limitazioni stradali ancora attive: il 28 agosto l’Albo Pretorio capitolino ha pubblicato cinque proroghe della disciplina del traffico collegate alla realizzazione della grande ciclovia. Gli atti riguardano piazza Mangano, via dei Gordiani, via Prenestina, via Pietro Silva e l’area compresa tra largo delle Terme Gordiane, via Albona e via Rovigno d’Istria.

La raffica di atti nel quadrante est

Le cinque proroghe sono state predisposte dal V Gruppo Prenestino della Polizia locale e pubblicate tutte il 28 agosto, con scadenza di pubblicazione fissata all’11 settembre. Quattro risultano protocollate il 27 agosto e una il giorno successivo. Una sequenza ravvicinata che fotografa lavori ancora aperti nel quadrante est, sostanzialmente lungo il Lotto 3 del GRAB.

Le tre carte che indicavano giugno

La scadenza non nasce da una promessa generica. Una presentazione ufficiale di Roma del maggio 2024 indicava chiaramente per i 50 chilometri del GRAB la “realizzazione entro giugno 2026”. La scheda del progetto sul portale “Roma si trasforma” continua a riportare come termine stimato il secondo trimestre 2026. Infine, l’elenco degli interventi PNRR pubblicato dal Campidoglio il 31 gennaio 2026 collega il progetto al traguardo nazionale delle ciclovie fissato al 30 giugno.

Quest’ultimo è un target nazionale e non equivale, da solo, alla scadenza contrattuale del singolo appalto. Ma, insieme agli altri due documenti, conferma che giugno rappresentava il traguardo pubblico indicato dall’Amministrazione.

Settembre riparte tra traffico e cantieri

Roma entra così nella ripresa autunnale con il traffico tornato a pieno regime e con il GRAB ancora in lavorazione. E le cinque proroghe non sono gli unici segnali. Tra il 27 e il 28 agosto sono comparsi altri tre provvedimenti: uno per viale delle Milizie, con lavori dal 31 agosto al 14 settembre, e due relativi a via dei Gordiani e alle strade vicine, tra nuovi interventi e ripristino del manto stradale.

Il bilancio è quindi più largo: otto atti di viabilità legati al GRAB pubblicati nell’arco di due giorni. Cinque portano esplicitamente la parola “proroga”, mentre gli altri confermano comunque la presenza di lavorazioni ancora in corso dopo il termine annunciato.

Le proteste sulle ciclabili restano sullo sfondo: in campo anche la Polizia di Stato

Mentre i cantieri si allungano, resta aperto anche il fronte delle proteste contro numerose ciclabili. Emblematico il caso di via Guido Reni, dove gli stalli sarebbero scesi da 410 a 180 durante i lavori del GRAB. Il Coisp, sindacato di Polizia, ha scritto direttamente al Campidoglio dopo l’annunciata chiusura dell’ex caserma usata come parcheggio da 250-300 agenti, temendo ripercussioni sui cambi di turno e sull’organizzazione delle Volanti.

Un caso più unico che raro: persino un sindacato di polizia costretto a chiedere al sindaco una soluzione agli effetti prodotti dalla scomparsa dei parcheggi, mentre le compensazioni promesse restano da concretizzare

Dopo la scadenza anche una modifica contrattuale

C’è infine un’altra carta che merita attenzione. Il 13 luglio 2026, dopo il traguardo di giugno, ASTRAL ha approvato una modifica contrattuale relativa al Lotto C del GRAB. L’atto non basta a dimostrare automaticamente nuovi costi o ulteriori ritardi: per stabilirlo occorre leggere il quadro economico e il cronoprogramma allegati. Ma aggiunge una domanda inevitabile alle cinque proroghe: qual è oggi la vera data di completamento?

Dal Campidoglio manca ancora una risposta pubblica univoca. Il portale ufficiale conserva la vecchia previsione del secondo trimestre 2026, mentre i cantieri continuano. È questo il punto politico più scomodo per Gualtieri: non soltanto la scadenza mancata, ma l’assenza di un nuovo traguardo chiaramente comunicato ai romani.