‘Roma Solidale’ al capolinea, Gualtieri chiude la ‘Fondazione per i fragili’: 3 Bilanci in rosso e Trasparenza negata sul sito
Roma, Gualtieri porta alla prova dell’Assemblea capitolina il prossimo 10 settembre la chiusura definitiva della Fondazione “Roma Solidale”, la ‘municipalizzata’ comunale (quindi pubblica) dedicata alle persone fragili – principalmente clochard – che arriva a settembre 2026 con tre esercizi consecutivi in rosso fisso e una trasparenza online ferma, per alcuni documenti essenziali, al 2022 e al 2023. La decisione non è ancora definitiva: la proposta di estinzione sarà esaminata e votata dall’Aula Giulio Cesare.
La proposta arriva in Assemblea, dopo 22 anni di servizio
Il punto compare nero su bianco nell’ordine dei lavori del Campidoglio. La proposta numero 126 riguarda gli «indirizzi per l’estinzione» di Fondazione Roma Solidale Onlus e la devoluzione del suo patrimonio.
Roma controlla la Fondazione al 100%. L’organismo, nato nel 2004, dovrebbe sostenere le persone in condizioni di fragilità, sviluppare progetti sociali e favorire l’autonomia delle persone con disabilità. Ora, però, l’amministrazione Gualtieri ne prepara l’uscita di scena.
Tre anni consecutivi in rosso
I numeri pubblicati dallo stesso Campidoglio mostrano una Fondazione in perdita da tre esercizi. Il risultato negativo è stato di 40.194 euro nel 2022, 113.350 euro nel 2023 e 17.993 euro nel 2024. Complessivamente fanno 171.537 euro di perdite.
Un ente sociale non deve necessariamente produrre utili, ma tre bilanci consecutivi in rosso impongono una spiegazione politica: perché il Campidoglio non è intervenuto prima e quale piano aveva predisposto per rilanciare la Fondazione?
Il sito rimasto indietro
A rendere più opaco il passaggio è lo stato del portale istituzionale della Fondazione. Al 7 settembre, nella sezione dedicata ai bilanci risultano disponibili i consuntivi soltanto fino al 2022 e i preventivi fino al 2023. Le pagine dedicate alle procedure di gara non offrono, invece, un quadro aggiornato e immediatamente consultabile degli affidamenti più recenti.
Questo non significa che i bilanci successivi non esistano: i risultati del 2023 e del 2024 sono riportati da Roma Capitale. Significa, però, che proprio mentre si prepara l’estinzione, cittadini e giornalisti non trovano sul sito della Fondazione tutta la documentazione aggiornata necessaria per ricostruirne facilmente attività e spese.
Gualtieri, insomma, aveva promesso una città più Trasparente, smart e connessa: alla prova dei fatti almeno il sito di questa Fondazione pubblica sembra un dinosauro proveniente da un’altra era geologica, del tutto fuori dal mondo.
Cinque lavoratori verso Farmacap
Il futuro del personale rappresenta un altro nodo. Secondo quanto denunciato nel luglio scorso dalla rappresentanza sindacale aziendale, a Farmacap sarebbe stato chiesto di assorbire cinque lavoratori della «cessante Fondazione Roma Solidale».
I sindacati chiedevano ancora chiarimenti su qualifiche, funzioni e stipendi. Il trasferimento arriverebbe dentro un settore sociale Farmacap che, secondo la stessa RSA, conta poco più di trenta addetti distribuiti in dodici sportelli, con carenze di organico e selezioni ancora da completare.
Le nomine prima della chiusura
C’è poi una tempistica destinata ad alimentare le polemiche. Silvia Stilli e Andrea Ciarini sono stati nominati nel consiglio di amministrazione nel gennaio 2024. Un terzo componente, Domenico Naccari, è stato designato da Gualtieri nel novembre 2025.
Pochi mesi dopo è partito il percorso verso l’estinzione. Il Campidoglio dovrà quindi chiarire quando sia maturata la decisione, quali risultati fossero stati affidati ai nuovi vertici e perché si sia proceduto con un’ulteriore nomina mentre il futuro dell’organismo si avvicinava al capolinea.
La risposta che ancora manca
Il passaggio del 10 settembre non dovrà limitarsi a certificare la chiusura. Restano da conoscere l’esatto valore del patrimonio, la sua destinazione, il futuro dei lavoratori e soprattutto chi continuerà a svolgere i servizi rivolti alle persone fragili.
Il caso Spin Time ha appena mostrato quanto la Capitale abbia bisogno di una rete sociale pronta ad affrontare emergenze complesse. Non esistono elementi per attribuire direttamente quella gestione a Roma Solidale.
Il cortocircuito politico è un altro: mentre le fragilità della città esplodono, Gualtieri porta in Aula l’estinzione di una propria struttura sociale senza avere ancora illustrato pubblicamente, in modo completo e accessibile, cosa e quando prenderà il suo posto.