Gualtieri ‘presenta’ Julia 2.5, ma è il quarto ‘rilancio’ dell’assistente virtuale: ma quanto costa davvero l’AI del Campidoglio?

Julia assitente virtuale Roma

Julia 2.5 è stata ‘presentata’ quest’oggi lunedì 8 giugno in Campidoglio: a metterci la faccia è stato il sindaco Roberto Gualtieri, con il lessico ormai classico della Capitale “smart”: più digitale, più semplice, più vicina alle persone. L’assistente virtuale di Roma Capitale – così ha sostenuto il primo cittadino – entra nel portale istituzionale del Comune e promette di guidare cittadini, turisti e city users tra servizi, documenti, pagine amministrative e informazioni ufficiali. Ma la domanda è una: quanto costa questo nuovo e quarto rilancio dell’IA del Campidoglio? E quali risultati concreti dovranno giustificarlo?

Non è una novità: è il quarto passaggio

Il punto, difatti, è che Julia 2.5 non nasce oggi. È, di fatto, il quarto passaggio pubblico di un progetto già raccontato più volte come svolta tecnologica.

Prima Julia, la guida turistica virtuale dell’autunno 2024. Poi il secondo lancio del marzo 2025 come assistente per cittadini, turisti e pellegrini, anche in vista del Giubileo. Poi Julia 2.0, nell’estate 2025, con nuove funzioni e capacità potenziate. Ora Julia 2.5, che cambia pelle e sbarca direttamente dentro il portale istituzionale.

Più che una novità assoluta, quindi, sembra un progetto ancora in cerca della sua forma definitiva.

Le polemiche non si cancellano

Il passato, però, non sparisce con una nuova versione. Dopo il rilancio del 2025, Julia era finita anche al centro di feroci critiche politiche e giornalistiche. L’opposizione aveva chiesto chiarimenti su costi, affidamenti e funzionamento. Erano state segnalate anche risposte sbagliate o imprecise.

Il Campidoglio ha sempre difeso il progetto, rivendicandone la natura evolutiva, ma senza mai rendere pubblici i relativi costi. Ma proprio per questo oggi Gualtieri non può limitarsi a dire che Julia migliora ancora. Deve dimostrarlo. Una pubblica amministrazione può sperimentare, ma deve rendere conto.

La vera prova per Gualtieri

Gualtieri precisa che Julia non sostituisce uffici, personale e procedimenti amministrativi. Orienta, suggerisce, accompagna. Non decide, non protocolla, non certifica.

Bene. Ma allora la domanda diventa ancora più concreta: quanto alleggerisce davvero il sistema? Quante telefonate evita? Quanti accessi agli sportelli riduce? Quanti cittadini porta al servizio giusto? E soprattutto: quanto costa questa nuova e quarta fase dell’evoluzione di Julia 2.5?

Gualtieri ha scelto di intestarsi la partita della Roma digitale. Scelta legittima. Ma dopo quattro rilanci, la narrazione non basta più. Julia 2.5 può essere utile, certo. Ma se resta solo una nuova etichetta, una nuova conferenza, un nuovo annuncio hi-tech, il rischio politico è chiaro: vendere come semplificazione digitale una città che continua a chiedere risposte molto più semplici.

Roma non ha bisogno di un’assistente virtuale che faccia bella figura in Campidoglio. Ha bisogno di servizi che funzionino. E questa, per Julia 2.5 e per Gualtieri, è la prova più difficile.