Gualtieri presenta l’ennesima versione di Julia, l’IA da milioni torna in scena: il conto complessivo resta un mistero


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L’intelligenza artificiale di Roma torna sotto i riflettori: il sindaco Roberto Gualtieri presenterà Julia 3.0 sabato 24 ottobre alla Maker Faire, rilanciando un progetto accompagnato da investimenti milionari, ritardi e polemiche sulle prestazioni. L’appuntamento è fissato alle ore 12, con ingresso da via Ostiense 82. Una nuova versione dell’assistente virtuale comunale, dunque, ma anche una vecchia domanda che continua a inseguire il Campidoglio: quanto è costata davvero Julia ai contribuenti?

Julia 3.0, Gualtieri annuncia un nuovo debutto

L’invito stampa è arrivato dal Campidoglio a tutte le redazioni stampa di Roma: Gualtieri illustrerà personalmente Julia 3.0, presentata come l’intelligenza artificiale ufficiale di Roma. Lo slogan scelto è «Chiedi. Fai. Julia.», a sottolineare l’ambizione di trasformare l’assistente digitale da semplice strumento informativo a servizio capace di accompagnare i cittadini nelle pratiche amministrative. Ma la novità arriva dopo una lunga serie di presentazioni e aggiornamenti, che hanno già acceso il confronto sui costi e sull’effettiva utilità del progetto.

La promessa di luglio, la presentazione a ottobre

L’ultima presentazione risale all’8 giugno, quando Gualtieri aveva illustrato Julia 2.5, integrata nel portale istituzionale di Roma Capitale. In quell’occasione il sindaco aveva annunciato la versione 3.0 per luglio, promettendo un’app attraverso la quale ottenere certificati ed effettuare pagamenti dopo l’autenticazione. Ora arriva una nuova presentazione a ottobre, circa tre mesi dopo la data annunciata. Resta da chiarire quando queste funzioni siano diventate, o diventeranno, effettivamente disponibili per tutti.

Dal Giubileo ai primi errori: la storia travagliata di Julia

La storia comincia nell’ottobre 2024, quando Julia viene annunciata come uno degli strumenti destinati ad accompagnare turisti e pellegrini durante il Giubileo. Il debutto operativo arriva però soltanto nel marzo 2025, dopo la scadenza inizialmente prevista. E i primi test sollevano polemiche: risposte contraddittorie sui monumenti, indicazioni stradali contestate, perfino suggerimenti relativi a mostre del 2021. Errori segnalati all’epoca da Il Nuovo 7 Colli, che aveva raccolto le contestazioni del consigliere capitolino Fabrizio Santori.

Julia e i fondi PNRR: gli 8 milioni e l’altro progetto da 1,7 milioni

Il capitolo economicamente più rilevante riguarda il programma PNRR Caput Mundi. Negli atti ufficiali figurano 8 milioni di euro per la digitalizzazione dell’assistente virtuale turistico e dei sistemi informatici collegati, oltre a 1,7 milioni per una diversa applicazione integrata dedicata al patrimonio culturale, alle prenotazioni e ai biglietti. Complessivamente 9,7 milioni di finanziamenti destinati a due interventi dell’ecosistema turistico digitale. Una cifra importante, che però non può essere attribuita interamente al solo chatbot Julia.

Altri 2,4 milioni dichiarati per Julia 2.5

A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la dichiarazione di Gualtieri dell’8 giugno scorso: Julia 2.5 ha richiesto un investimento di 2,4 milioni di euro, secondo quanto riferito dal sindaco. Sommando aritmeticamente questa cifra ai due finanziamenti precedenti si arriverebbe a 12,1 milioni, ma non è dimostrato che si tratti di risorse tutte aggiuntive. Potrebbero esserci sovrapposizioni tra contratti e capitoli di spesa. Proprio questo rende necessaria una ricostruzione puntuale degli affidamenti, degli importi impegnati e dei pagamenti effettuati.

La scelta tecnologica e le domande dell’opposizione

Le contestazioni hanno riguardato anche la selezione della tecnologia. In risposta a un’interrogazione di Santori, il direttore della Trasformazione digitale del Campidoglio, Enrico Colaiacovo, aveva spiegato che per Julia era stata scelta la soluzione ChatGPT di OpenAI, proposta attraverso Microsoft, senza una comparazione fra differenti tecnologie considerate ugualmente idonee. Una scelta motivata dall’amministrazione con il carattere innovativo del progetto, ma che apre un’altra questione: come è stato valutato il rapporto tra investimento pubblico e benefici attesi?

Julia 3.0, il conto ancora da chiarire

Adesso Gualtieri torna a presentare Julia, ma il nuovo appuntamento non risolve il nodo economico. Non risulta ancora ricostruito pubblicamente, attraverso un prospetto unitario verificabile, quanto sia stato speso esclusivamente per l’assistente virtuale, quanto per le infrastrutture collegate e quali ulteriori costi comporti la versione 3.0. Mancano inoltre, nel quadro finora esaminato, dati completi e confrontabili sulle richieste effettivamente risolte, sulla soddisfazione degli utenti e sui risparmi prodotti per l’amministrazione.

La domanda finale: quanti soldi per quali risultati?

Dopo due anni di annunci, versioni successive e investimenti milionari, il punto non è più soltanto cosa Julia prometta di fare, ma cosa abbia concretamente realizzato. Un assistente capace di semplificare l’accesso ai servizi comunali sarebbe certamente utile in una città complessa come Roma. Ma ogni euro pubblico richiede trasparenza e risultati misurabili. Sabato 24 ottobre Gualtieri mostrerà la nuova Julia 3.0: insieme alla dimostrazione tecnologica, i romani hanno diritto di conoscere anche il conto complessivo e i benefici ottenuti.