I grillini confermano il doppio mandato. La Raggi dovrà tornare a casa

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I cosiddetti Stati generali grillini sono stati un autentico flop. Alle votazioni su chi doveva parlare ha partecipato un militante su sei. Una vera Waterloo. E poi hanno litigato su tutto. Governisti contro antigovernisti, duri e puru contro traditori, e via di questo passo. Innervosisce tutti il drammatioco calo di consensi che ha fatto perdere tutto ai grillini, tranne il governo. Molti non vogliono neanche l’allenza col Pd. Insomma, un vero bailamme, come è sempre stato il movimento sin dall’inizio. Per stare in poltrona volevano anche abolire la regola del terzo mandato, come ha fatto la Raggi ricandidandosi contro le regole grilline.

I grillini Crimi, Di Maio e Di Battista: no al terzo mandato

Anche se il reggente Crimi dimostra ottimismo. “Un Movimento che vuole essere forza di governo, deve dotarsi di strumenti interni e di una organizzazione in grado di rendere efficace la sia azione. Ed è anche su questo che ci siamo interrogati. Sono confermati alcuni principi cardine della nostra storia. Nessuna deroga al limite dei due mandati per le istituzioni regionali, nazionali e europee, valorizzando comunque l’esperienza maturata nelle elezioni amministrative comunali. Necessaria una formazione permanente”. Lo sottolinea il capo politico M5S . E anche il peso massimo Luigi Di Maio conferma. “Manteniamo il limite dei 2 mandati, che è sacrosanto, apriamo alle alleanze programmatiche e non a quelle strutturali”.

Di Battista: andremo da soli alle elezioni

Stranamente d’accordo Di Battista, che non ha digerito lo scippo della leadership grillina da parte dello stesso Di Maio. “Venga scritto nero su bianco che non ci sarà nessuna deroga alla regola del doppio mandato per consiglieri regionali, parlamentari e parlamentari europei”. Alessandro Di Battista cita una delle condizioni essenziali per il nuovo Movimento. “Qualunque legge elettorale ci sarà, il Movimento si presenterà alle prossime elezioni da solo. E il Movimento non appoggerà mai una legge elettorale senza preferenze”. Sono due delle garanzie chieste da Di Battista, nel suo intervento agli Stati generali del M5S.

Anche altri parlamentari dicono la loro, tra questi il deputato Luigi Iovino. “Il M5S è l’unica alternativa possibile al finto bipolarismo che ha caratterizzato per anni il nostro Paese. Negli ultimi anni abbiamo raggiunto grandissimi risultati e non dobbiamo disperdere quanto di buono è stato fatto”. “E’ necessario legittimare le scelte dei territori. Sulle alleanze locali i gruppi locali devono avere la piena indipendenza per poter andare avanti come meglio credono”, sottolinea il parlamentare campano. “Non possiamo assolutamente rinunciare alla regola del doppio mandato… non possiamo cadere nel tranello di generare politici di professioni. Un altro principio a cui non possiamo derogare – aggiunge Iovino – è quello della democrazia diretta. Rousseau non va messo da parte ma solo migliorato”.

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