“I ristoratori non sono i nuovi untori”: domattina protesta a Montecitorio

protesta dei ristoratori (2)

“I ristoratori non sono i nuovi untori”. Lo spettro di una nuova chiusura durante le feste natalizie che filtra da Palazzo Chigi e la paura di veder vanificati gli sforzi per rimanere aperti e fronteggiare la crisi. Sono sul piede di guerra i ristoratori e domani, da Roma, saranno molte le associazioni che si sono date appuntamento alle 10 davanti Montecitorio per dire “No ad una nuova stretta per l’Italia durante per le festività”. “Ci vogliono uccidere definitivamente, la notizia di ieri su una possibile chiusura a Natale e Capodanno sarebbe il colpo di grazia”, dice Francesco Testa, proprietario del ristorante romano Checco dello Scapicollo, tra i promotori della manifestazione insieme al Mio (Movimento imprese ospitalità).

I ristoratori contro il governo

“Verranno da tutta Italia domani – sottolinea il ristoratore – non può passare questa cosa. Abbiamo già preso le prenotazioni, ordinato la merce, contattato i camerieri. Rischiamo di rimanere con un pugno di mosche in mano”. Una manifestazione che, inizialmente, era stata organizzata per un altro motivo. “Partorita per chiedere lo slittamento delle tasse al 2021 – spiega – viene ora ancora più rafforzata dalle voci che si fanno sempre più insistenti sulla chiusura del Natale. Ci hanno vietato i licenziamenti per non pagare la disoccupazione, abbiamo anticipato le casse integrazioni, ci hanno fatto spendere una quantità di denaro enorme per mettere a norma i locali, per sanificarli. E adesso ci chiudono ancora? Chi ce li ridà i soldi?”.

Non c’è mai stato un focolaio nei ristoranti

“Inoltre non c’è mai stato un focolaio nei ristoranti, sono luoghi sicuri. Il Cts ci ha detto che potevano aprire, lavorare, provare così a riprenderci. Chiuderci ora è una follia. Noi non siamo untori e domani saremo in tanti a farci sentire”, conclude il ristoratore romano. “Da Roma scoppierà la protesta. No ad una nuova stretta per l’Italia durante pr festività: a risentirne saranno solo i ristoratori per i quali sono previsti obbligo di chiusura e coprifuoco anticipato”. “Siamo messi alle strette – dice Testa -. Ci hanno vietato i licenziamenti per non pagare le disoccupazione. Abbiamo anticipato le casse integrazioni che probabilmente verranno recuperate dagli f24 del 2021/2022. Abbiamo sanificato, adeguato i locali e mandato via i clienti per paura dei distanziamenti. L’assurdità è che si vedono centri commerciali e strade dello shopping strapieni di persone con folle fuori controllo”.

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