Il Campidoglio deve a Risorse per Roma 28 milioni (più 30 per le strade): la Giunta ‘benedice’ i costi (faraonici) della sua municipalizzata
Roma continua a finanziare la propria in-house, ma il debito di Palazzo Senatorio verso Risorse per Roma resta lì, pesante, a fine anno. Nel Piano gestionale 2026 approvato dalla Giunta il 19 febbraio (e pubblicato solo il 26 febbraio) la cifra che racconta meglio la tensione è il credito vantato dalla società verso Roma Capitale: oltre 28 milioni al 31 dicembre 2025. E mentre il Campidoglio benedice il piano, sullo sfondo cresce il dossier “strade”. Inseriamo il voto di Giunta in formato scaricabile alla fine di questo articolo.
Un rapporto che assomiglia a un circolo vizioso
È il paradosso delle partecipate: il Comune di Roma affida servizi, gestione del verde urbano, ristrutturazione di impianti sportivi e rigenerazione urbana, la società li svolge, ma i pagamenti si dilatano e i crediti si accumulano. Nel documento di programmazione 2026 la fotografia è nitida: i crediti verso Roma aumentano rispetto all’anno precedente, mentre i debiti della società verso il Comune si riducono. Tradotto in politica: il Campidoglio “tira” la propria in-house, la usa come braccio operativo, ma fatica a chiudere i conti con puntualità. E la macchina, per restare in moto, deve pianificare cassa e costi con l’incognita dei tempi di incasso.
La Giunta approva, ma la Ragioneria avverte
Il via libera non è un assegno in bianco. Dentro gli atti emerge la voce della Ragioneria Generale, che chiede chiarimenti e mette paletti: attenzione agli affidamenti “extra” rispetto al perimetro dei contratti di servizio e alle coperture nel bilancio triennale. È un messaggio politicamente rilevante, perché richiama un principio semplice: se entrate previste non diventano atti formali e coperti, il piano rischia di poggiare su una base meno solida del previsto. E in quel caso, la società dovrebbe tagliare costi o rimodulare assunzioni per non perdere l’equilibrio.
I costi: personale, e una montagna di servizi esterni
Il piano 2026 racconta una società grande, con migliaia di addetti e una spesa per il personale che assorbe la parte più ampia dei costi. Ma il capitolo che pesa di più nella percezione pubblica è un altro: i “servizi” acquistati all’esterno. È lì che compaiono le prestazioni specialistiche, le attività tecniche e il ricorso a supporti esterni su segmenti strategici, dalla gestione di pratiche complesse fino all’istruttoria del condono. L’impressione complessiva è quella di una struttura che, oltre alla forza lavoro interna, si appoggia a un’architettura di incarichi e forniture che merita trasparenza puntuale: chi fa cosa, con quali obiettivi, con quali risultati misurabili.
Condono e consulenze: il punto dove la politica diventa domanda
Quando un’amministrazione affida a una sua in-house una parte delicata del funzionamento urbano — pratiche edilizie, condoni, istruttorie — la domanda non è se sia legittimo farlo, ma come lo si governa. Il piano indica esternalizzazioni e stime, richiama massimali, e conferma che una fetta importante delle attività si regge su competenze specialistiche “a progetto”. Per un lettore informato, qui nasce un campo d’indagine naturale: la filiera degli affidamenti, i capitolati, i risultati, i tempi di lavorazione, la convenienza comparata tra gestione interna ed esterna. In altre parole: efficienza e controllo.
Il nodo “strade”: un gigante annunciato ma fuori dal piano
E poi c’è la partita più politica: le strade. Nel documento, il tema è citato come percorso in costruzione, con un rinvio alla definizione di un contratto ad hoc e a un futuro piano strategico operativo. È come dire: l’affidamento è nell’aria, ma nel 2026 non entra ancora con un numero chiaro dentro il perimetro ordinario. E questo spiega anche perché la cifra “più 30 per le strade” diventa un frammento narrativo potente: perché mette insieme il debito che Roma ha già verso la società e l’orizzonte di un nuovo fronte di spesa/gestione che potrebbe aumentare il peso di Risorse per Roma nel governo quotidiano della città
