Il fotografo della carneficina di Donetsk sbugiarda “La Stampa”: “Fa propaganda di guerra”

Donetsk, strage

Le fake news arrivano anche sulla prima pagina de La Stampa, che ieri ha pubblicato una foto straziante, un signore anziano disperato con le mani in faccia, tra le immagini di distruzione e di morte, quella foto non arriva da Kiev o da Mariupol, ma da Donetsk. Le vittime sono filo-russi e la foto è stata infatti scattata nella “capitale” di una delle due repubbliche separatiste. L’arida cronaca cita 23 morti civili, poco importanti per la nostra stampa perché filorussi. Sono morti sotto le schegge di un missile Tochka-U abbattutosi nelle strade centrali di Donetesk.

Il fotografo di quello scatto, che lavora per Uralu, una agenzia di stampa russa, è stato intervistato da Visione Tv. Qui c’è l’intervista, che sbugiarda La Stampa. Un momento imbarazzante per il giornalismo italiano, passato praticamente sotto silenzio. Un lettore può essere indotto a credere che la foto si riferisca a una delle città ucraine, bombardate dai russi. Quella strage invece è firmata dalle forze armate ucraine: una tragedia immane.

I fatti risalgono a lunedì, ma quasi nessun giornale ha riportato di quella strage. Tantomeno La Stampa. Come ha osservato Nicola Porro sul suo blog, il quotidiano diretto da Massimo Giannini «pur pubblicando quella terribile immagine-simbolo si è ben guardata dal contestualizzarla (zero didascalie), “spacciandola” di fatto per uno dei tanti (troppi) missili piovuti in questi giorni su Kiev, Mariupol o Kherson. Nemmeno altri cronisti si sono prodigati nel raccontare la storia. Il giorno dopo la strage, di fronte al bancomat dilaniato dall’esplosione, sono apparsi grossi mazzi di rose e un biglietto. C’era scritto: “Perché nessuno ascolta Donetsk?“». Appunto: perché?

 

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