Il nuovo percorso pedonale per i giardini del Campidoglio chiuso dopo 15 giorni, Giannini (Lega): “Si sta sbriciolando”
Era stato presentato come uno dei piccoli interventi simbolici del Natale di Roma. Il 21 aprile 2026, in occasione del 2779° anniversario della Capitale, il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi avevano riaperto il pergolato del Campidoglio, il passaggio pedonale che costeggia la cordonata capitolina, accanto alle celebri scale che salgono verso palazzo Senatorio. Roma Capitale aveva parlato di un percorso riqualificato, con il ripristino del piano di calpestio in sampietrino, illuminazione segnapasso e interventi sul verde.
La denuncia: “Si sta sbriciolando”
A distanza di circa due settimane, però, quel passaggio sarebbe già tornato chiuso. A sollevare il caso è il consigliere comunale della Lega Daniele Giannini, che in una nuova video-denuncia parla di un percorso già dissestato. “Si sta sbriciolando”, sostiene il consigliere, puntando il dito contro le condizioni del nuovo camminamento e contro una chiusura arrivata a tempo record dopo l’inaugurazione ufficiale.
Una vetrina politica durata poco
Il punto politico, secondo Giannini, è proprio questo: un’opera presentata con grande evidenza istituzionale, nel giorno più simbolico per Roma, sarebbe finita rapidamente dietro le transenne. Il percorso non era un grande cantiere, ma aveva un valore evidente: si trova nel cuore del Campidoglio, in una zona frequentata da cittadini, turisti e dipendenti comunali. Per questo la sua chiusura immediata rischia di diventare un caso di immagine per l’amministrazione.
Non è un episodio isolato
La denuncia sul percorso pedonale del Campidoglio si inserisce in una serie di segnalazioni già sollevate nelle ultime settimane dallo stesso consigliere e finite al centro del dibattito cittadino. Giannini aveva già puntato l’attenzione su altre opere e interventi pubblici, in particolare ciclabili e gestione degli alberi, contestando tempi, qualità dei lavori e tenuta degli interventi appena realizzati. Ora il nuovo fronte riguarda direttamente il colle capitolino.
Il nodo: controlli e manutenzione
Al di là della polemica politica, la domanda che resta aperta è semplice: perché un percorso appena riaperto è stato richiuso in così poco tempo? Se il problema riguarda davvero il piano di calpestio o la tenuta dei sampietrini, servirà capire chi ha eseguito i lavori, quali verifiche siano state fatte prima della riapertura e quanto tempo sarà necessario per restituire il passaggio ai cittadini. Perché, quando un’opera pubblica viene inaugurata, deve essere anche pronta a durare.