Il papà di Lucio Battisti era nella Rsi di Mussolini. Fu perseguitato dal Pci

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In realtà questa storia di Lucio Battisti fascista, anzi addirittura finanziatore del Msi, appassiona solo chi ai tempi faceva politica. Ed era estimatore di Battisti. Però sarebbe interessante conoscere la verità. Abbiamo letto molte testimonianze di colleghi che escludono tale possibilità, perché Battisti di politica non parlava mai, è vero. Tra le varie voci, quella di un suo conoscente che sostiene che il padre fu picchiato una volta dai partigiani. E oggi arriva la testimonianza dirimente: il padre di Lucio era un milite della Repubblica Sociale. Questo cambia le cose, perché se è vero che Battisti fosse tirchio, come dicono molti, è pur vero che avrebbe potuto fare un’eccezione trattandosi di una vicenda che riguardava suo padre.

Lucio Battisti aveva del rancore verso i partigiani

Le emozioni, si sa, vanno oltre la razionalità. E se Battisti avesse avuto del giustificato rancore verso i comunisti, forse avrebbe potuto così fare quello che reputava giusto. Finanziare il Msi, il Soccorso Tricolore di Tedeschi, poi, che aiutava le vittime della ferocia comunista. E il finanziamento segreto sarebbe stato un modo per seguire il suo cuore senza pregiudicarsi la carriera. Perché a queti tempi – come oggi – che non era di sinistra non lavorava, e peggio. La faccenda non è da escludere a priori. E poi non dimentichiamo che alcuni suoi colleghi di destra non hanno ancora parlato.

Il padre Alfiero Battisti era nella Gnr della Rsi

Nella vicenda sui presunti finanziamenti alla destra politica del cantautore Lucio Battisti, si inserisce infatti il ricercatore storico Pietro Cappellari. Nel suo libro Rieti Repubblicana, 1943-1944, edito da Herald Editore nel 2015, dedicato alla storia della Repubblica Sociale Italiana nel territorio reatino, Pietro Cappellari scrive che Alfiero Battisti era un Brigadiere in servizio presso la 116^ legione della Guardia Nazionale Repubblicana (Gnr) di Rieti che rispondeva alla Rsi. “Nel dopoguerra – racconta Pietro Cappellari – due esponenti del Pci locale lo denunciarono alle autorità. Per essere stato volontario nelle campagne di guerra in Grecia e Albania, inquadrato nella Milizia Fascista, promosso per meriti fascisti e proposto al grado di Ufficiale sempre per meriti eccezionali.

Gli accusatori comunisti poi ritrattarono le menzogne

I due comunisti lo accusarono di essere un usurpatore e una spia, benché il Battisti avesse aiutato alcuni sbandati alla macchia. Nonostante fosse stato ammonito dai ribelli, il Battisti aveva proseguito il servizio nella Guardia Nazionale Repubblicana e quindi il Pci e i sedicenti partigiani si auguravano nella loro denuncia che al più presto questa feccia d’Italia potesse essere distrutta”. “A seguito di questo esposto, il 6 marzo 1945 Alfiero Battisti fu arrestato, ma rilasciato tre giorni dopo poiché le indagini effettuate nei mesi precedenti fecero cadere tutte le accuse. Anzi, i due firmatari smentirono le loro stesse dichiarazioni – conclude Cappellari -. Uno ammise di aver firmato la denuncia in buona fede mentre l’altro, segretario del locale Pci, dichiarò di essere stato lontano da Puggio Bustone all’epoca dei fatti e di aver firmato la denuncia basandosi unicamente su delle voci pervenutegli al suo ritorno”.

Chi sa, faccia luce sulla questione

Non sappiamo se questi due partigiani fossero poi gli stessi che picchiarono Alfiero Battisti dopo la guerra, ma la genìa è sicuramente quella. Non sappiamo poi quali fossero i rapporti tra Lucio e il padre, se buoni o cattivi. Ma questo genere di cose, di sentimenti, di memoria familiare, lascia il segno. E a questo punto non si può assolutamente escludere che Battisti abbia ritenuto, in gran segreto, di aiutare le vittime del comunismo, come furono lui e suo padre. In questo caso, non ci sarebbe nulla di scandaloso, anzi. Il mistero rimane tale, per chi interessa. C’è qualcuno che certamente lo sa e che ormai, tanti anni dopo, potrebbe anche rivelarlo.

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