Il vendicator scortese che scarica i morti di Covid-19

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La regione Lazio si vendica se ne critichi le azioni, scarica i morti da Covid-19 e fa casino: il coronavirus trionfa anche per questo. Del resto è governata dal quel Pd che in Lombardia criminalizza il governatore Fontana per le Rsa, mentre nel Lazio assolve se stesso.

Colpisce il caso dei morti di Rocca di Papa, oltre che dei numerosi contagiati della struttura del San Raffaele, inclusi gli operatori sanitari. 7colli ha raccontato ieri degli incredibili veti della regione Lazio ad effettuare i test del tampone, il che ha fatto proliferare il virus. E l’assessore D’Amato (nella foto) quella specie di vendicator scortese che guida la sanità regionale come se fosse un suo feudo, se la prende con la Rsa. Che accusa di aver nominato un direttore sanitario senza requisiti.

La regione scarica i morti di Covid-19

Nel suo furore, D’Amato ha dimenticato di guardare un po’ di carte. Ma dimentica che Zingaretti aveva incoronato proprio quel direttore sanitario in un’altra struttura all’inizio del 2018 con un provvedimento commissariale. E ci sono voluti due anni alla regione per accorgersi che non andava bene.

Di più e di peggio. Prima la Asl – a quanto risulta – ha chiesto al San Raffaele di attrezzarsi come centro Covid e poi, piccato perché gli hanno ricordato i tamponi negati, parla male della struttura, provocando un non marginale nocumento alla stessa. E sarà la proprietà a decidere se e come rivalersi di fronte a tanta arroganza.

Ma la realtà è che alla regione non sanno come uscire dalla sottovalutazione degli allarmi lanciati nelle settimane passate. E il casino si è ingigantito proprio perché non si può mettere un elefante in cristalleria. E ogni riferimento all’assessore alla sanità del Lazio è di assoluta evidenza.

D’Amato, l’elefante in cristalleria

La sanità è materia delicata e non certo un servizio da maneggiare con spirito di parte. Tanto più quando si agisce con un’avversione immotivata verso alcuni, a differenza di altri.

Basterebbe riflettere sui casi di pasticci più recenti per valutare l’inadeguatezza delle politiche messe in campo dalla sanità laziale in materia di tutela dei soggetti più fragili, a partire dagli anziani. Perché ci sono stati morti anche a Civitavecchia, e lì il ciarliero assessore alla sanità non ha mostrato la stessa verve del caso di Rocca di Papa. Ancora: sono stati esposti a conseguenze gravissime i ricoverati positivi presso la struttura Nomentana Hospital e ancora non si capisce quali siano le intenzioni della regione.

Ovunque c’è caos e c’è da ringraziare la Dea Fortuna se il coronavirus non si è abbattuto su queste terre come altrove. D’Amato, come braccio di ferro, ingoia spinaci e mostra muscoli. Ma il problema è far funzionare il cervello.

Se si pensa di scaricare su altri i morti di Covid-19 dopo aver rifiutato la proposta di sostegno, alla fine si va a sbattere contro la verità. Perché il primo giorno si può anche urlare, ma poi si finisce col piangere di fronte alle ragioni di chi ci ha rimesso la vita dei familiari. Che si fidano più dei medici e degli infermieri che conoscono che della politica che pratica lo scaricabarile.

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