“In FdI non c’è spazio per i fascisti”. La risposta di Romagnoli a De Bertoldi è tutta da leggere

Romagnoli su FdI

Luca Romagnoli ha risposto in un lungo post su Facebook alla dichiarazione del senatore De Bertoldi che in FdI non c’è spazio per i post-fascisti.
“Apprendo, con curiosità e un tantino di stuporosa delusione, da quel “vecchio compagno d’arme” di Francesco Storace (scrivere camerata appare desueto, anacronistico e non vorrei si prestasse ad un’improvvida espulsione), che il senatore Andrea De Bertoldi, fortunata acquisizione del nostro accoglientissimo Partito, ha recentemente dichiarato alla stampa, ben benino compiaciuto e auto riferito, che in FdI non c’è posto per “post-fascisti”.
Quasi FdI fosse LeU, o una storicizzata Rifondazione Comunista, o , a buon diritto, il Partito Comunista del ben più coerente Marco Rizzo, secondo De Bertoldi appunto, FdI deve mettere al bando (fuori) i fascisti o post-fascisti.
E che novità sarebbe dire che non ci sono fascisti in FdI?”

Il lungo post su Fb di Luca Romagnoli

“Non conosco – prosegue Luca Romagnoli – e, anche anagraficamente, mi appare ormai pressoché rarissima l’incidentalità di tali presenze tra iscritti e militanti di FdI. Chi è stato fascista, come la maggioranza degli italiani almeno fino all’8 settembre 1943 (caspita! sono passati più di 75 anni), non è purtroppo più, o ha una veneranda età, tale che assai difficilmente gli consente di essere parte attiva e determinante di FdI, o altro Partito.
Questo basterebbe a chiudere il discorso, volendo risparmiare imbarazzi o fragorose risate”.
Diverso si fa il discorso se il De Bortoldi, vuole riferirsi a quanti in FdI hanno avuto un passato di militanza nel MSI (e molti, anche se io no, in AN). Se il Sen. De Bertoldi volesse meglio esplicitare che FdI è vietato ai “missini”, verrebbe da chiedersi e chiedergli perchè non ha aderito ad un altro Partito. Forse anche gli avversari nel Collegio di Trento ove il Candidato del Centro Destra è risultato eletto potrebbero registrare analoga curiosità.
Ma ve lo immaginate se a un parlamentare del PD venisse mai in testa di dire “fuori i comunisti dal PD”?
Lo prenderebbero per i fondelli gli epigoni dalla Bolognina, come i commessi della “libreria Rinascita”.
Noi, che siamo militanti più sobri e tolleranti, in fondo gentili, sicuramente fin troppo generosi e pazienti, ci accontentiamo di seppellire la questione con una grossa, grassa risata. E la disponibilità ad un civilissimo confronto. Rassicuriamo del resto che, quando mai il De Bertoldi (o chi la pensasse come lui), volesse presentare, alla scadenza congressuale nazionale di FdI, una mozione di espulsione dei missini, non ci asterremo dal confronto e, del caso tale mozione risultasse vincente, toglieremmo il disturbo. E faremmo altro”.

“Nel Pd nessuno dice: Non c’è posto per i postcomunisti”

“Rispondo intanto – prosegue Romagoli – e mi assumo la responsabilità nella qualità, fin qui almeno, di componente della direzione nazionale di FdI, che su ben altri problemi auspichiamo in molti che un Senatore del Partito concentri energie.
Per discutere di chi sta in FdI e con quale storia, il sen. De Bertoldi dovrebbe avere la bontà di confrontarsi in pubblico, nei modi e nei tempi che vorrà. In rappresentanza di una continuità apparentemente a lui sgradita, sarei ben disposto a tentare la risoluzione del “corto circuito”. Non arriverò da Marte, e rassicuro senza fez, camicia o distintivi del secolo scorso, e men che meno confortato dall’ausilio di squadristi dell’antica ora o di loro novelli emuli, credo d’essere in grado di illustrare quali meravigliose doti umane e politiche sono confluite e vivificano FdI; un Partito che lo ha gratificato, senza bisogno che alcuno scrivesse il suo nome su una scheda.
Fiero di una storia e di radici che lui non conosce -prima forse che non condivide-, e che nessuno in FdI si è evidentemente premurato di accennargli, prima di accordargli una candidatura-, nutrito di tante idee antiche, quanto di analisi e progetti per il futuro, mai mi sottrarrei all’onore di illustrare al sen. De Bertoldi “ragione e sentimento”.
Certo – conclude Romagnoli – anche di rappresentare parte di chi sostiene da anni, con impegno e militanza FdI, chiedendo solo coerenza e un po’ di “continuità”, così come incontestabilmente fatto in precedenti esperienze “a destra”: sempre e solo alla “luce della fiamma”.

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