Incendio Laurentina, terreni ancora senza analisi, Forza Italia contro Gualtieri: «Roma faccia chiarezza»
Il rogo della Laurentina è stato dichiarato spento, ma sui terreni privati coinvolti dall’incendio resta una domanda alla quale Forza Italia chiede al Campidoglio di rispondere: Roma Capitale ha domandato ad ARPA Lazio di analizzare il suolo oppure no? È questa l’accusa lanciata il 29 agosto da Rachele Mussolini, capogruppo di FI in Assemblea capitolina, e dall’esponente azzurro Michel Emi Maritato.
L’accusa contro il Campidoglio
Secondo i due esponenti di Forza Italia, Roma Capitale «non avrebbe chiesto» ad ARPA Lazio di effettuare analisi sui terreni privati di via Laurentina interessati dai roghi di fine luglio. Una formulazione prudenziale che, in assenza di una conferma ufficiale dell’amministrazione o dell’Agenzia, deve essere presentata per ciò che è: una denuncia politica. Mussolini e Maritato chiedono verifiche e accusano la Giunta Gualtieri di non ascoltare le preoccupazioni dei residenti.
Aria e terreno, due verifiche diverse
Un punto deve essere chiarito: ARPA Lazio ha effettivamente monitorato la qualità dell’aria, ricercando diossine, idrocarburi policiclici aromatici e PCB. L’analisi del terreno è però un’attività distinta, necessaria per stabilire natura, distribuzione e possibile contaminazione dei materiali presenti nel suolo. Il 6 agosto Roma Capitale aveva annunciato che avrebbe proceduto alla caratterizzazione dei rifiuti nell’area sulla base delle indagini della Procura, senza indicare in quella comunicazione tempi e modalità dell’intervento.
Il rogo dichiarato spento
La denuncia politica arriva dopo che, il 17 agosto, i Vigili del Fuoco avevano comunicato la definitiva estinzione dell’incendio, al termine delle operazioni sugli ultimi focolai. Nella stessa occasione, il Campidoglio aveva definito rassicuranti gli esiti ambientali: le verifiche della ASL sulla presenza di amianto avevano dato risultato negativo sia sul luogo del rogo sia nelle aree circostanti. La nota di Forza Italia riferisce tuttavia di fumi ancora segnalati dai residenti e chiede che il caso non venga considerato chiuso.
Le fiamme e la ripresa dell’incendio
L’incendio era divampato il 26 luglio nei pressi dell’incrocio tra via Laurentina e il Grande raccordo anulare, coinvolgendo anche un terreno nel quale ARPA ha segnalato la possibile presenza di rifiuti interrati. Dopo una prima riduzione delle emissioni, il 31 luglio le fiamme avevano ripreso vigore. Su richiesta dei Vigili del Fuoco, l’Agenzia aveva quindi reinstallato il campionatore e avviato una seconda fase di controllo dell’aria.
Il picco iniziale delle diossine
Nel primo campione, raccolto tra il 27 e il 28 luglio, furono rilevati 0,39 picogrammi per metro cubo di diossine, un valore compatibile con una fonte emissiva localizzata. Le concentrazioni scesero successivamente a 0,12 e poi a 0,16 picogrammi. Per le diossine nell’aria non esiste uno specifico limite normativo: quei numeri non possono quindi essere descritti come un “superamento dei limiti di legge”. ARPA ha concluso il monitoraggio dopo la riduzione dei valori entro i riferimenti richiamati dall’OMS.
Il nodo che rimane aperto
Il punto politico si concentra adesso su ciò che si trova sotto la superficie. L’area ispezionata il 6 agosto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti era caratterizzata, secondo ARPA, dalla presenza di una notevole quantità di rifiuti, anche interrati. Le analisi dell’aria hanno raccontato gli effetti immediati dell’incendio; la caratterizzazione dei materiali dovrà invece chiarire che cosa abbia bruciato e quali interventi siano necessari.
È su questo passaggio che Forza Italia chiama direttamente in causa Gualtieri. Dopo settimane di fiamme, fumarole e timori nei quartieri Laurentina, Vallerano e Fonte Laurentina, non basta dichiarare conclusa l’emergenza: occorre rendere pubblici gli atti, precisare quali analisi siano state richieste e fissare tempi verificabili per la caratterizzazione e la messa in sicurezza. Solo una risposta documentata del Campidoglio potrà chiudere il caso o confermare il ritardo denunciato dall’opposizione.