Italia A/R, il viaggio di Brumotti che cambia il modo di raccontare l’Italia

Vittorio Brumotti

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Non è il classico programma di viaggio. E nemmeno il solito itinerario tra spiagge da sogno e panorami da Instagram. Con Italia A/R, ogni mattina su Rai 1Vittorio Brumotti sta facendo qualcosa di diverso: percorre l’Italia in bicicletta, rallenta il ritmo e porta gli spettatori dentro luoghi che, troppo spesso, vengono attraversati senza essere davvero guardati.

Nelle ultime puntate il viaggio ha lasciato da parte le mete più scontate per raccontare un Paese fatto di borghi dimenticati, leggende, filosofia, natura incontaminata e persone che custodiscono tradizioni secolari. È questa la “magia” del programma: trasformare una semplice pedalata in un racconto che unisce cultura, paesaggio e memoria.

Italia A/R, il nuovo viaggio di Brumotti conquista Rai 1: tra bici, borghi e mare l’Italia diventa protagonista

Brumotti pedala nel Cilento: con la bici dal mare al castello

Dopo aver attraversato alcune delle coste più belle d’Italia, Italia A/R ha puntato i riflettori sul Cilento, dimostrando che il mare è soltanto l’inizio del viaggio. Qui Brumotti abbandona presto il lungomare per inerpicarsi tra colline, boschi e antichi centri storici, dove ogni curva racconta una storia diversa. Un approccio che rompe gli schemi del tradizionale programma turistico: non si limita a mostrare i luoghi, ma prova a spiegarne l’anima. Una delle tappe più suggestive è Agropoli.

Brumotti affronta in sella alla sua bicicletta le ripide salite che conducono al castello medievale, attraversando vicoli stretti, archi in pietra e terrazze affacciate sul Tirreno. Non è una semplice prova sportiva. È il modo scelto dal programma per raccontare una città che conserva ancora l’impianto dell’antica acropoli greca, lontano dai circuiti del turismo di massa. 

Castellabate non è solo “Benvenuti al Sud”

Per molti telespettatori Castellabate è il paese reso celebre dal film Benvenuti al Sud. Ma Italia A/R va oltre. Brumotti riporta alla luce la storia del borgo, le sue fortificazioni, il legame con Gioacchino Murat e la celebre frase attribuita al re di Napoli davanti al panorama del golfo: “Qui non si muore”.

Poco distante il viaggio si spinge fino a Punta Licosa, dove il mito della sirena Leucosia si intreccia con il paesaggio e con il mare cristallino del Cilento. Un modo intelligente di fondere divulgazione, leggenda e bellezza naturale. 

Uno degli aspetti più sorprendenti delle ultime puntate è la scelta di dedicare spazio anche alla cultura. Brumotti arriva a Vatolla, il piccolo borgo dove Giambattista Vico trascorse quasi dieci anni della sua vita. Tra la biblioteca e i vicoli del paese prende forma un racconto insolito per la televisione del mattino: la filosofia entra nel viaggio senza appesantirlo, trasformandosi in una chiave per leggere il territorio e comprenderne l’identità. 

Borghi fantasma e grotte antiche: l’Italia che pochi conoscono

Il viaggio prosegue poi a Roscigno Vecchia, uno dei borghi fantasma più affascinanti d’Italia. Case abbandonate, piazze silenziose e il tempo che sembra essersi fermato diventano il palcoscenico di un racconto che parla di spopolamento, memoria e resilienza.

Poco dopo Brumotti entra nelle Grotte di Castelcivita, tra le più importanti del Mezzogiorno, mostrando come il patrimonio naturalistico italiano possa diventare spettacolo senza bisogno di effetti speciali. 

Monica Caradonna racconta l’Italia attraverso i sapori

Accanto al viaggio di Brumotti continua quello gastronomico di Monica Caradonna. Nelle ultime puntate la giornalista accompagna il pubblico alla scoperta della Dieta Mediterranea, nata proprio nel Cilento, raccontando produttori, ricette tradizionali e materie prime che hanno reso famoso questo territorio nel mondo. Non semplici ricette, ma un viaggio parallelo che lega il cibo alla storia delle comunità locali. 

Un viaggio che funziona perché non sembra costruito

Il vero punto di forza del programma, però, è un altro. Brumotti non attraversa i luoghi come un turista. Li vive. Pedala con chi quei territori li abita ogni giorno, ascolta pescatori, artigiani, agricoltori, guide ambientali e volontari. Si ferma dove normalmente le telecamere tirano dritto. È un racconto che rinuncia ai ritmi frenetici della televisione per recuperare il gusto della scoperta.

In un panorama televisivo affollato di programmi dedicati al turismo, Italia A/R ha trovato una strada personale. La bicicletta diventa il simbolo di un modo diverso di viaggiare: più lento, più sostenibile, ma soprattutto più autentico. Brumotti non cerca l’effetto speciale. Cerca la storia nascosta dietro un panorama, il volto di chi mantiene viva una tradizione, il dettaglio che sfugge a chi passa in automobile. Ed è forse proprio questa la chiave del programma di Rai 1: ricordare che i luoghi più belli d’Italia non sono sempre quelli più fotografati, ma quelli che hanno ancora qualcosa da raccontare.