Italia, il Mancini bis parte in salita: contro la Turchia pesa già il rischio Lega B, dopo il flop con il Belgio


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L’Italia arriva alla sfida di stasera con la Turchia dopo aver perso 2-0 contro il Belgio all’Olimpico. Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra è cominciato con un primo tempo difficile, una reazione incompleta e i fischi del pubblico. Una partita non basta per giudicare un nuovo corso. Basta, però, per togliere alla seconda gara il carattere dell’esperimento: a Bursa, oltre alle idee, servono punti.

Dieci restano a Coverciano

Mancini ha portato in Turchia 23 giocatori e ne ha lasciati dieci ad allenarsi a Coverciano. Tra loro ci sono Nicolò Barella e Gianluca Mancini, entrambi titolari contro il Belgio. La Federcalcio spiega la scelta con la necessità di gestire il gruppo in una finestra fitta di impegni, evitando a tutti la trasferta. Non è dunque una bocciatura ufficiale dei dieci. Resta il fatto che, dopo la sconfitta, il commissario tecnico cambia uomini in una partita diventata subito delicata.

Il problema non è cambiare formazione

Provare giocatori diversi ha senso, soprattutto per una Nazionale che deve ricostruire. Il punto è capire se dietro le rotazioni si vede già un’idea riconoscibile. Contro il Belgio l’Italia ha sofferto, poi ha trovato qualche occasione senza riuscire a riaprire la gara. Ora Mancini deve chiedere ai nuovi interpreti di offrire risposte in poco tempo. È la difficoltà concreta del suo ritorno: costruire per il futuro mentre il calendario presenta già il conto.

La «Serie B» ha regole precise

Chiamarla Serie B è una metafora, ma il rischio sportivo è reale. Italia, Francia, Belgio e Turchia sono nello stesso girone della Lega A di Nations League. Nel formato 2026/27, le due peggiori quarte dei quattro gironi retrocedono direttamente in Lega B; le altre due quarte devono giocare uno spareggio per restare nella massima divisione. Dopo la prima giornata l’Italia è a zero punti, come la Turchia. La retrocessione è lontana dall’essere decisa, ma non è uno scenario inventato per fare un titolo.

Il credito va guadagnato sul campo

Mancini conosce il valore di questa panchina e sa quanto tempo richieda formare una squadra. La pazienza, però, cresce quando il pubblico riesce a vedere una direzione, anche nelle sconfitte. A Bursa non serve una dichiarazione di rifondazione: serve un’Italia più solida, capace di attraversare le difficoltà senza perdere il filo della partita. Il Belgio ha mostrato quanto sia fragile l’inizio del Mancini bis. La Turchia dirà se il commissario tecnico ha già trovato il primo modo per correggerlo.