La povertà a Roma si è rimessa in fila al Banco dei Pegni (video)

Povertà Roma

A Roma la povertà sembra essere stata abolita. Così annunciò da un balcone a Palazzo Chigi Luigi Di Maio. Ma se davvero se ne era andata, è tornata presto, ce l’ha riportata il coronavirus. E la vedi al Monte, al Banco dei Pegni, che cammina piano piano con tristezza e dignità.

Trovi un video ed è esattamente quello che hanno fotografato gli occhi. Anzi, le immagini in movimento nascondono i volti, la fotografia riprende di spalle e da lontano. Ti si stringe brutalmente il cuore, ti si infiamma l’anima, odi il tempo che viviamo perché ti rendi conto che a quella gente la mascherina non serve contro il Covid-19. Perché sono persone che nella povertà ci sono precipitate di botto e non vogliono mostrare la loro condizione. Quella fila al Banco non avrebbero mai pensato di doverla fare.

La povertà a Roma c’è. Inaspettata

Maledetti quelli che promettono denari senza darne a chi ne ha bisogno. Quante chiacchiere che volano via davanti alla fila al Banco dei pegni. È la nuova povertà di Roma. Che ne sa la Bellanova, che pensa a reclutare centinaia di migliaia di immigrati.

Qui davanti si impegnano gioielli e fedi nuziali. Sul Giornale abbiamo letto una frase da brivido: “Lo Stato non ci aiuta, siamo costretti a indebitarci per andare avanti”.

Racconta su Facebook l’agenzia Agtw a corredo di un video assolutamente ben fatto che cosa sta diventando Roma, dove finiscono i ricordi di una vita per pochi euro. C’è la coda al Banco.

“La collanina della prima comunione, l’anello inaspettato regalato dal marito per un compleanno e poi ancora i ricordi dei nonni o dei genitori. Oggetti, che prendono vita nelle mani delle tante persone che, in silenzio, si mettono in fila fuori dal Monte di Pietà a Roma. Pochi euro per pagare bollette o per fare la spesa. In un momento di difficoltà economica, a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, i ricordi di una vita si trasformano in una boccata di ossigeno con la speranza di tornare presto a riprendere ciò che è proprio”.

Arriveranno da tutta Italia…

Vorremmo dire a questa politica di oggi, così superficiale e più attenta alla propaganda che alla concretezza, di fare attenzione. Le reazioni arriveranno presto se non trovate una soluzione.

Ci saranno anche sbruffoni sulla rete ma fa riflettere leggere su Twitter una frase così: “Mi son venduto tutto al banco dei pegni…ho trattenuto solo i soldi per il biglietto del treno per Roma e una mazza chiodata…quand’è che si parte per Roma e i palazzi del potere?”. Avete idea che cosa sta per arrivare nella Capitale?

Fila anche per la Caritas. Assedio ai 600 euro dell’INPS. Il Monte di Pegni. La prossima fila sarà per arrivare dalle nostre parti. Non si sottovaluti quello che sta accadendo.

Sulla rete la politica si preoccupa per la tenuta dell’Europa. A Enrico Letta – che sembra riprovarci a voler tornare in campo – rispondono a muso duro: “Tutte le tue ansie e preoccupazioni sono sempre e solo per la tenuta di questo sistema strozzapopoli. Per gli italiani poveri, per i disperati che fanno la fila davanti al banco dei pegni, da parte tua mai un pensiero o una sola parola”.

Non ci scherzate col popolo in fila. Prima o poi arriva.

Roma, i ricordi di una vita per pochi euro. Le lunghe code al Banco dei Pegni.La collanina della prima comunione, l'anello inaspettato regalato dal marito per un compleanno e poi ancora i ricordi dei nonni o dei genitori. Oggetti, che prendono vita nelle mani delle tante persone che, in silenzio, si mettono in fila fuori dal Monte di Pietà a Roma. Pochi euro per pagare bollette o per fare la spesa. In un momento di difficoltà economica, a seguito dell'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, i ricordi di una vita si trasformano in una boccata di ossigeno con la speranza di tornare presto a riprendere ciò che è proprio.

Pubblicato da AGTW su Mercoledì 6 maggio 2020

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